Accordo tra Regione e 30 Comuni
Guerra allo smog. Stop ai mezzi vecchi e domeniche a piedi - da La Nazione del 11.05.2007
14 May, 2007
<b>Sandro Bennucci</B>
FIRENZE —DOMENICHE ecologiche da ottobre a marzo di ogni anno. Vuol dire che dovremo andare a passeggio a piedi, nelle città toscane, nei giorni di festa. Lo impone la Regione, col nuovo piano antismog, consapevole di non abbattere più di tanto le micidiali polveri sottili, le Pm10, ma decisa — sono parole dell’assessore all’ambiente, Marino Artusa — «a contribuire alla formazione e all’educazione di tutti i cittadini, giovani e meno giovani, a nuove forme eco-efficienti di mobilità». Agli stop domenicali se ne aggiungeranno altri, totali o parziali, a seconda della vetustà e della capacità inquinante dei mezzi. Saranno totalmente messi al bando le auto, i veicoli merci e i ciclomotori Euro 0, i ciclomotori Euro 1 a due tempi, le auto diesel Euro 1. Stop anche per i bus. Anzi, dopo la polemica sollevata da Claudio Del Lungo, assessore all’ambiente di Firenze (che ha accusato di «disinteresse» l’assessore ai trasporti della Regione, Riccardo Conti), Artusa ha puntato l’attenzione sui mezzi pubblici: gli autobus più inquinanti non potranno circolare la domenica, nel 2007, e per ben tre giorni alla settimana nel 2008. E ancora: saranno installati sistemi di depurazione fumi sui bus a diesel e verranno attivati tutti i meccanismi per potenziare e rinnovare il parco veicoli con mezzi non inquinanti. E sarà obbligatorio anche, sempre per i bus pubblici, il bollino blu semestrale.
La Regione è ora molto sensibile ai problemi provocati dallo smog. Sul capo del presidente, Claudio Martini, pende sempre l’inchiesta della magistratura (che ha predisposto accertamenti supplementari) perché non sarebbero state prese decisioni concrete, in passato, per la salvaguardia della qualità dell’aria. Fatto sta che c’è soddisfazione, nell’ambiente regionale, per il nuovo accordo firmato ieri da trenta Comuni, compresi tutti i capoluoghi di provincia. Le nuove adesioni riguardano Carrara, Empoli, Massa, Montale, Montelupo, Porcari, che si uniscono ai primi sedici firmatari (gli otto comuni dell’area fiorentina, più Cascina, Grosseto, Livorno, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Santa Croce sull’Arno) e agli otto entrati nel 2005 (Arezzo, Capannori, Montecatini Tertme, Poggio a Caiano, Pontedera, Siena, Viareggio, Poggibonsi).
L’ACCORDO prevede, ora, la nascita dei Pac, acronimo che sta per Piani di azione comunale antismog, da presentare entro il 31 luglio 2007. Senza Pac, i Comuni non potranno avere i finanziamenti regionali (4,5 milioni di euro l’anno) distribuiti in base a parametri quali la densità della popolazione o la criticità di alcune situazioni. Ogni Comune dovrà cofinanziare l’intervento almeno per il 20%. Il trasporto delle merci, nei centri storici, dovrà avvenire con mezzi ecologici. Quanto agli impianti di riscaldamento, gli incentivi andranno a chi privilegerà il solare termico. Verrà promossa la realizzazione dei catasti degli impianti di climatizzazione presso le province e i comuni con più di 40 mila abitanti. Sul fronte delle attività produttive, la Regione coordinerà l’azione delle province per il rilascio delle autorizzazioni. Sono 342 le grandi aziende toscane che dovranno ottenere l’autorizzazione integrata ambientale — attraverso l’uso delle migliori tecnologie disponibili — entro il 31 ottobre 2007. Sono invece una ventina le aziende soggette a autorizzazione statale. «Da tre anni respiriamo comunque aria migliore in Toscana», garantisce Artusa. Che mostra i dati sugli sforamenti del valore consentito giornaliero di polveri sottili: 947 volte nel 2002 e 614 nel 2006.







