Lo smog soffoca Pechino stop a un milione di auto
Le Olimpiadi si avvicinano, la Cina costretta alle targhe alterne - da La Repubblica del 18.08.2007
18 August, 2007
Per l´Organizzazione mondiale della Sanità i gas tossici nella capitale sono molto al di sopra dei limiti tollerabili
Ma l´auto privata è parte importante del "sogno cinese": nessuna famiglia della classe media ci vuole rinunciare
<b>Federico Rampini</B>
Strade scorrevoli "quasi" come dieci anni fa, quando le biciclette ancora superavano le automobili. Mezzi pubblici affollati all´inverosimile. Una popolazione ufficialmente felice di sopportare i disagi. E una cappa di smog tenace, resistente, che ha rifiutato di diradarsi. E´ il bilancio delle prime 24 ore di traffico a targhe alterne, che hanno tolto dalle vie di Pechino un milione di autovetture, su un parco-automobili complessivo di 3,3 milioni. L´esperimento che durerà altri tre giorni, lunedì compreso, è stato varato ieri come un test per le Olimpiadi 2008. L´emergenza inquinamento è il più grosso problema che le autorità cinesi devono risolvere: secondo l´Organizzazione mondiale della sanità, anche al termine della giornata di ieri con un traffico notevolmente ridotto, i gas tossici che si respirano a Pechino rimangono ben la di sopra dei limiti tollerabili. Se la situazione non cambia l´Oms avverte: atleti e turisti che verranno nell´agosto prossimo corrono gravi rischi per la salute. La riduzione forzata del traffico automobilistico è uno dei provvedimenti che il governo vuole adottare nei mesi precedenti i Giochi. La prova effettuata in questi quattro giorni deve servire a misurare l´efficacia delle targhe alterne. Lunedì sera il verdetto finale dirà se si riesce a ridurre l´inquinamento in misura significativa.
Gli inconvenienti per la popolazione sono notevoli. Pechino è una delle città più vaste del pianeta: la sua superficie equivale a quella del Belgio. La metropolitana non arriva dappertutto, i mezzi pubblici di superficie sono cronicamente affollati. Mentre i proprietari di auto con targa pari ieri si godevano la metropoli improvvisamente più fluida, per i pendolari è stata una giornata ancora più difficile del solito. Gli autobus e il metrò hanno dovuto trasportare 8,4 milioni di persone invece dei 6 milioni abituali. La ressa alle fermate era ancora più densa e frenetica del solito.
Per capire quanto sia indigesto il provvedimento, bisogna mettersi nei panni di una nazione che solo da pochi decenni ha iniziato a conquistare il privilegio dell´automobile privata. Tuttora, con 3,3 milioni di auto su una popolazione di 20 milioni, perfino Pechino che è una delle città più ricche della Cina ha un indice di motorizzazione individuale molto inferiore ai paesi ricchi dell´Occidente. L´utilitaria è il sogno delle famiglie del ceto medio, ormai circa 200 milioni in tutta la Cina. Il rapporto affettivo con l´auto assomiglia a quello ‘60: pochi si ponevano allora il problema dei danni ambientali, la conquista di una nuova mobilità era un fenomeno di costume, una emancipazione individuale. Questo clima psicologico spiega la prudenza con cui il regime cinese ha preparato questo esperimento. Per il governo di Pechino il consenso del ceto medio urbano è un elemento fondamentale della stabilità politico-sociale. E l´industria dell´automobile è uno dei settori strategici su cui la Cina punta per il proprio sviluppo. Non a caso l´auto resta uno degli ultimi settori dove il governo impone alle case straniere di allearsi in joint-venture con partner locali. Questo vincolo non riduce l´appetibilità del mercato, che entro pochi anni supererà per il volume di acquisti annui quello americano: la recente decisione del gruppo Fiat di produrre per la prima volta le Alfa Romeo in Cina è l´ultima conferma che il "sogno" dell´auto è inseparabile dalla modernizzazione del gigante asiatico.
Ma in nome dei Giochi sembra che ogni sacrificio sia gradito ai cinesi. "Sembra", visto che proprio in questi giorni un nuovo giro di vite sulla censura dell´informazione ha vietato ai giornali locali di pubblicare notizie negative: dunque ogni mugugno degli automobilisti è destinato a scomparire in un mare di resoconti positivi e ottimisti. E´ vero comunque che a Pechino regna un clima di mobilitazione patriottica nel conto alla rovescia verso l´8 agosto 2008, giornata di apertura delle Olimpiadi. E la Repubblica popolare non può permettersi che i Giochi siano rovinati da tragedie ambientali: collassi di atleti nelle gare di resistenza, o più semplicemente una spessa coltre di smog che occulterebbe tutte le riprese televisive.
Un assaggio di limitazione del traffico si era già avuto nel novembre scorso. In occasione di un importante summit con i leader di governo degli Stati africani, allora le autorità locali avevano messo in quarantena tutte le "auto blu" (che sono una marea, visti i privilegi della nomenklatura comunista) e aveva esortato la popolazione a rinunciare spontaneamente al mezzo privato. Allora il risultato fu esaltante, con varie giornate di cieli azzurri, ma il clima era particolarmente favorevole: in autunno possono soffiare venti "buoni" dalle montagne, che contribuiscono a ripulire l´atmosfera. Ieri invece a dispetto delle targhe alterne la capitale era immersa nella solita foschia marrone e puzzolente. Purtroppo le fonti dell´inquinamento sono molteplici. Oltre al traffico automobilistico in costante crescita - ogni giorno in questa città vengono immatricolate mille nuove auto - ci sono ancora fabbriche in periferia, e centrali termoelettriche a carbone. Inoltre lo smog non è solo urbano. Nelle campagne circostanti i contadini continuano ad appiccare incendi stagionali per ripulire e concimare i terreni agricoli. E sorvolando in aereo la Cina ci si accorge che una gigantesca nube tossica ricopre intere regioni industrializzate, partendo dalla Manciuria e passando da Pechino si estende a tutta la fascia costiera (Tianjin, Shanghai, Hangzhou, Canton) e include le metropoli centrali dense di fabbriche come Chongqing. Curare Pechino da sola è un´illusione, in un paese che è diventato la fabbrica e la pattumiera del pianeta.







