Genova, le auto pagheranno per centro e delegazioni
- da Il Secolo XIX del 04.01.2008
08 January, 2008
<b>Daniele Grillo</b>
Entro la fine dell’anno ogni genovese delle zone “di prestigio” in possesso di almeno un’auto verrà “schedato” nelle proprie abitudini di spostamento, nelle proprie esigenze d’uso del mezzo privato, nei propri comportamenti virtuosi o dannosi per il rispetto dell’ambiente e della collettività. Ad ogni “vita” corrisponderà un certo numero di “crediti mobilità”, superato il quale sarà necessario comprare altri diritti d’accesso, una sorta di pedaggio, una multa se vogliamo vederla in maniera negativa. La rivoluzione del concetto di mobilità a Genova, annunciata in un’intervista dal sindaco Marta Vincenzi, riguarderà solo le zone «di prestigio», quelle che Tursi riterrà di dover salvaguardare da traffico e inquinamento. «Si potrà arrivare a un massimo di chilometri consentito - dichiara la Vincenzi - dopo sarà ncessario pagare o lasciare l’auto a casa».
Potrebbero dover sottostare al principio dei crediti di mobilità i cittadini di Albaro, Castelletto, della Foce, ma anche coloro che risiedono negli altri “centri” della città, ad esempio la parte attorno al circuito commerciale di Sestri Ponente, il centro di Voltri, di Nervi e altri punti congestionati dei quartieri. L’elenco esatto dei punti che verranno dotati di varchi e telecamere in grado di leggere i numeri di targa verrà deciso nei prossimi mesi, compatibilmente all’approvazione della versione definitiva del Piano urbano della mobilità (Pum). Questa è la risposta di Genova al piano milanese degli “ecopass” appena entrato in vigore. «La differenza del nostro piano è che sarà molto più flessibile - dice Paolo Pissarello, vicesindaco e assessore alla Mobilità - se per esempio io ho una zia malata da visitare ogni giorno in una zona ad accesso limitato, avrò un trattamento in termini di crediti differente rispetto a chi usa l’auto per altri motivi. E la stessa cosa accadrà se io utilizzo la macchina in ore di traffico meno intenso o se mi servo di mezzi elettrici o ecologici. Il numero dei crediti sarà il più possibile tagliato sulle singole persone». «In linea generale - conclude Pissarello - non siamo per la demonizzazione dell’auto privata. Che va utilizzata bene e con criterio, non eliminata, anche per questo continueremo a lavorare per velocizzare il trasporto pubblico locale».
Prima, a marzo, partirà la sperimentazione dei crediti mobilità per le merci. Il punto di avvio saranno le attuali ztl, dove il panettiere, il verduraio o il proprietario di magazzini in loco potrà entrare per un numero limitato di volte. Oltre, dovrà comprare altri crediti, altrimenti organizzare meglio i propri approvigionamenti. «Anche qui il discorso sarà personalizzato - spiega Aldo Achilli, direttore dell’Unità operativa della Mobilità - chiaro che le esigenze sono diverse e particolari, e mutano da esercente a esercente. Siamo quasi pronti a iniziare, abbiamo anche già individuato le tecnologie necessarie. A breve partirà la gara per acquistarle».







