Tram, Razzanelli contro tutti
Il capo di Forza Italia e Sgarbi prendono prime distanze - da La Repubblica del 10.02.2008
11 February, 2008
Il critico d´arte prima invoca un referendum nazionale e poi: "Forse non è un orrore". Domenici lo attacca sulla trasparenza: "Come spende i soldi per la campagna?". Frena anche Amato: "Se vincono i sì non speri di essere il nostro candidato".
<b>Massimo Vanni</B>
A fronte della campagna finanziariamente sobria messa in campo dal comitato per il No al referendum (cioè a favore della tramvia), aggiunge il sindaco Domenici infiammando ancora di più la platea della XXV Aprile, «sarebbe interessante sapere se Sgarbi, l´assessore di un´altra città che viene a parlare nella nostra, ha offerto a Razzanelli il suo contributo in modo gratuito oppure no».
Il critico d´arte non replica al sindaco su questo punto. Partendo dall´assunto che il «Battistero e la Divina Commedia non sono solo dei fiorentini», propone però di tenere un referendum nazionale sulla tramvia fiorentina «nel giorno dell´election-day», cioè nello stesso giorno delle elezioni politiche. E aggiunge: «L´idea filosofica di una Firenze moderna può produrre suggestioni, ma una Firenze cambiata non è più Firenze: può darsi che la tramvia non sia, alla fine, quell´orrore che descrive Razzanelli. Di sicuro cambierà Firenze», sostiene l´assessore alla cultura della giunta Moratti dimenticando che anche i suoi spot descrivono l´orrore della tramvia.
Sufficiente ad annunciare un´ultima settimana di fuoco. Se il sindaco Domenici chiede i conti a Razzanelli, Sgarbi sembra voler correggere il tiro. Mentre Forza Italia ribadisce le sue distanze da Razzanelli: se al referendum prevarranno i «sì», non pensi di salire sul carro dei vincitori per vestire i panni del candidato sindaco del centrodestra. «Razzanelli è un problema dell´Udc, non nostro. Noi abbiamo Paolo Bonaiuti come candidato», dice il senatore uscente e capogruppo comunale di Forza Italia Paolo Amato. Un colpo basso all´indirizzo del capogruppo dell´Udc, nel momento in cui la lista unica Forza Italia-An scava fossati proprio con il partito di Casini. Ma anche la conferma di una investitura che il portavoce di Berlusconi si è già guadagnato sul campo gridando più volte in questi mesi contro «il treno sferragliante sotto il Duomo».
Nell´ultima settimana i berlusconiani promettono di tornare nelle piazze per dire di no al «progetto scellerato» del tram: «Credete ai vostri occhi», è il titolo del rush finale della campagna che vedremo nei gazebo azzurri. Il vicecapogruppo Gabriele Toccafondi rileva «una sinistra mai così unita come sulla tramvia, ma la partita del referendum è ancora aperta». Mentre Enrico Bosi accusa il Comune di «non avere ancora comunicato la lista dei seggi dove votare». Gli anti-tramvia chiuderanno la campagna venerdì sera con una fiaccolata in centro: «Ci saremo anche noi ma senza bandiere», annuncia il segretario cittadino di Forza Italia Alessio Bonciani provando a raccogliere i suggerimenti dello stesso Bonaiuti («Non politicizziamo lo scontro sulla tramvia»).
Razzanelli sposa subito il referendum nazionale di Sgarbi. E se la prende con i vertici delle categorie economiche fiorentine. Per cominciare con quelli di Confesercenti e Cna: «Mi chiedo chi rappresentino Gronchi e Fancelli che si sono schierati a favore della tramvia, due associati su tre sono contro». E aggiunge: «Faccio parte anche di Confindustria, anche lì sento solo voci contrarie». Non nomina il presidente degli industriali Gentile, che ha chiesto di concludere presto la linea 1. Ma il messaggio è comunque chiaro: Razzanelli contro tutti.







