Cioni non tocca la Ztl di notte \"Mamme, venite a parlarmi\"
E Gori tratta un orario allungato per i mercati. Palazzo Vecchio è ormai convinto che qualcosa deve essere cambiato - da La Repubblica del 29.02.2008
29 February, 2008
ILARIA CIUTI
«IO il centro non lo riapro: niente far west, rumore e alcol. Le mamme scrivono a Repubblica che non possono riprendere i figli fuori dalla discoteca per colpa della Ztl notturna? Lancio loro un appello: vengano a discuterne da me. Sono disposto a concordare qualsiasi altro provvedimento le possa aiutare», dice l´assessore alla vivibilità in Palazzo Vecchio, Graziano Cioni. I ragazzini ormai escono la notte tardi, i genitori li vogliono riportare a casa, chi sta in centro non vuole rumore: il dissidio aumenta di notte, quando scarseggia di bus. E´ uno dei sintomi della città che cambia orari senza trovare l´equilibrio tra il nuovo e l´abitudine. Insieme ai lavori senza più orario fisso, le donne strette tra lavoro e tutte le altre incombenze, i pomeriggi che si allungano, le notti bianche e le albe di lavoro.
Che qualcosa debba cambiare lo pensa anche Palazzo Vecchio. Cioni conserva stretta la Ztl notturna, ma lascia capire di pensare a più bus a notte. D´altra parte la presidente Ataf Maria Capezzuoli lo riconosce: «I bus vanno fino all´una, l´una e un quarto. Ma passano troppo presto da dove si esce dal teatro, dal cinema o dal locale. Stiamo pensando a come allungare l´orario». La rivoluzione più vicina per ora è nei mercati cittadini: San Lorenzo e Sant´Ambrogio aperti un pomeriggio o due la settimana. La sta trattando l´assessore al commercio Silvano Gori: «Lo studio da noi affidato all´università dimostra che ormai è richiesta un´apertura oltre la sola mattina». Risponde da Sant´Ambrogio il macellaio Luca Menoni: «Non possiamo aprire tutti i pomeriggi: iniziamo a lavorare alle 5 del mattino. Ma un pomeriggio sì. Ormai la mattina le persone lavorano e vengono tutte quando stiamo per chiudere, verso le 13,30».
Sempre in Comune l´assessore che si occupa proprio dei tempi della città, Daniela Lastri, è convinta «che il cambiamento sia grande ma anche ambiguo», che «le stesse donne che hanno bisogno di negozi e uffici aperti più a lungo siano anche le precarie cui un allungamento degli orari di lavoro procurerebbe difficoltà». Sostiene di avere già ottenuto l´orario sfalsato in 57 scuole, il 33% delle materne, elementari e medie, di avere conquistato per 8.000 bambini l´orario pre e post scuola e un pomeriggio di apertura per gli uffici pubblici. Ma siccome non basta, Lastri convocherà un tavolo in cui concordare altri possibili e necessari mutamenti. «La novità - annuncia - sarà la partecipazione dei protagonisti, i ragazzi, le donne, chi lavora, oltre all´amministrazione, le categorie, i sindacati».
A proposito di categorie e sindacati. Il presidente cittadino di Confesercenti, Fabio Picchi propone orari diversi per tutti: «Non possono essere gli stessi a Gavinana o in centro, in un bar di quartiere o in uno per giovani. Che ognuno decida il suo orario purchè lo comunichi alle categorie e all´amministrazione e rispetti le regole del vivere civile». Carla Bonora segretaria Filcams-Cgil dice: «Non credo ci sia necessità di estendere gli orari. Ma se lo si vuole fare, ci vogliono servizi. Non solo i bus, non solo gli asili nido, ma anche servizi per i figli più grandi altrimenti non lamentiamoci degli adolescenti in strada».







