l’Expo di Milano sarà sostenibile e produrrà eccellenze ambientali
Intervista a Edoardo Croci, assessore all'Anbiente del comune di Milano. Da e-gazzette del 21.04.2008
23 April, 2008
Lorenza Gallotti
“Paura dei grattacieli e del cemento? Non è il caso. L’Expo sarà una grande occasione per produrre soluzioni positive in campo ambientale, per Milano e non solamente. Per far crescere le esperienze delle imprese milanesi nel settore della difesa dell’ambiente. Per esportare ecologia. Così la vede Edoardo Croci, assessore all’Ambiente della Giunta Moratti, già presidente dell’Arpa Lombardia (cioè l’istituzione ambientale regionale).
“L’impegno per l’ambiente di Milano e del progetto Expo - dice Croci - ha avuto un ruolo centrale nella scelta del Bie, il Bureau international des expositions. E’ un impegno che sarà mantenuto. L’Expo 2015 rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare la qualità dell’ambiente a Milano. Non solo perché l’area dedicata all’esposizione sarà a bassa emissione e utilizzerà tecnologie all’avanguardia, ma anche perché favorirà gli investimenti necessari a rendere più vivibile la città, con opere a favore dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile, come il raddoppio delle linee metropolitane”.
Qual è stato il ruolo dell'ambiente nella decisione del Bie sull'Expo 2015?
Ormai tutti i grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi o, appunto, l’Expo, hanno grande attenzione per un tema come l’ambiente. Milano ha presentato un piano credibile, ben costruito e molto articolato. Questa serietà è stata riconosciuta. Siamo riusciti a fare un buon lavoro nonostante i tempi stretti: dopo la candidatura di Smirne c’erano solo sei mesi per presentarne di nuove, che dovevano essere corredate da un dossier con i capitoli richiesti dal Bie, alcuni dei quali dedicati all’urbanistica, alla mobilità e ai trasporti.
Quali sono i punti ambientali forti di questo piano?
Nel dossier Expo proposto da Milano è inclusa una linea di finanziamento secondo gli standard di Cdm, cioè “clean development mechanisms” del Protocollo di Kyoto, che prevedono una cooperazione con il Paesi in crescita. Si tratta dei Cdm programmatici, che riguardano soprattutto i programmi di gestione delle politiche ambientali. Abbiamo individuato sei linee programmatiche in cui il Comune, le società comunali, le imprese milanesi hanno punti di eccellenza in campo ambientale da condividere con altre città meno evolute.
Quali sono questi sei assi portanti?
La mobilità sostenibile, l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti, le fonti rinnovabili di energia, la gestione del ciclo idrico e la forestazione urbana. Settori in cui Milano ha competenze specifiche che possono essere co-finanziate promuovendo progetti Cdm. Il sistema Cdm consente tra l’altro di misurare la riduzione di emissione di anidride carbonica. Di recente in Cile abbiano rinnovato gli accordi con le Nazioni Unite su questo tema; l’esperienza cilena darà vita ad un master internazionale che, assieme all’Onu, estenderemo a tutta l’America Latina, nelle città che vorranno adottare le metodologie del Comune di Milano sullo sviluppo sostenibile. Abbiamo creato un fondo sulla biodiversità, abbiamo aderito al programma internazionale per sviluppare anche nei Paesi meno ricchi quella piccola imprenditorialità che ha costituito nella storia la fortuna di Milano. Da qui a Expo 2015 ci impegneremo con tutti gli altri Paesi in esperienze propedeutiche all’evento vero e proprio, che sarà un Expo di tutto il mondo e non dei soli milanesi. L’internazionalizzazione di Milano - uno dei grandi meriti del sindaco Moratti - si traduce anche nella collaborazione con le altre città. Sarà un arricchimento culturale, ambientale ed economico per il resto del mondo ma anche per Milano: questo programma in più favorisce la presenza delle imprese milanesi all’estero in campo ambientale, che accrescono così anche la capacità di sviluppare competenze.
Che cosa cambierà l’Expo per il cittadino?
Per chi a Milano vive o lavora tutti i giorni, il vantaggio principale è senz’altro il raddoppio delle linee del metrò, che passano da tre a sei. La linea 5 è già in costruzione, la 4 partirà a fine anno e per la 6 c’è un impegno dello Stato. Raddoppiare le linee del metro significa eliminare molte auto dalla circolazione. Ma questo vale per tutti i sistemi di mobilità: sono già previsti investimenti per i sistemi ferroviari e per la mobilità sostenibile.
Come si come conciliare gli investimenti previsti dall'Expo (che in buona parte si configurano come "cemento") con la difesa dell'ambiente?
Oltre agli effetti immediati sulla mobilità , sono in previsione ulteriori investimenti a favore delle tecnologie ad alta efficienza energetica e rispettose dell’ambiente, adottate all’interno del sito Expo. Nella zona fieristica ci si muoverà sostanzialmente a piedi o in bici, ma anche con mezzi elettrici e a idrogeno: un modello di mobilità sostenibile che si diffonderà in città. E poi il teleriscaldamento, che già serve il polo fieristico grazie all’impianto Silla2 di Figino.
Questo per la mobilità. E poi?
Poi, tecnologie solari. Abbiamo avviato con tutte le società controllate dal Comune e d’intesa con altre istituzioni e organismi milanesi la partecipazione ai due bandi per il programma “Industria 2015”, relativi uno alla mobilità sostenibile e l’altro all’efficienza energetica. Stiamo promuovendo l’installazione di tetti solari in collaborazione con l’Atm per i loro depositi di tram e autobus, con Milano Ristorazione per quegli edifici idonei, con la Metropolitana, MilanoSport. E, naturalmente, l’area dell’Expo sarà un’area di eccellenza ambientale. In altre parole, abbiamo innescato un processo virtuoso che coinvolgerà tutta la città. Milano è un laboratorio per tutte le eccellenze. Che non resteranno isolate. L’esperienza sarà diffusa non solo a Milano.
Expo a parte, com’è lo stato di salute della città? Quali sono i punti salienti della Relazione sullo stato dell’ambiente, che avete presentato il mese scorso?
Nei primi mesi del 2008 un miglioramento c’è stato, e il mese di marzo, in particolare, ha confermato che le concentrazioni rilevate a Milano sono inferiori a quelle dell’area critica (che comprende una serie di comuni dell’hinterland, n,d,r,). Inoltre, il primo trimestre di quest’anno, periodo tradizionalmente critico per il funzionamento a pieno regime degli impianti di riscaldamento, hanno avuto la migliore qualità dell’aria in città dal 2002.
La maggior fonte di inquinamento per buona parte degli inquinanti restano comunque le autovetture; la risposta positiva dei cittadini a iniziative come Ecopass ci dice che dobbiamo lavorare in questa direzione, anche facendo crescere la sensibilità dei singoli verso comportamenti più sostenibili.
Coinvolgere la cittadinanza di una città come Milano non è facile. Come pensate di fare?
Con un’informazione più diffusa sulle nostre attività e sulle possibilità che il Comune offre, oggi, a chi vuole usare meno la macchina - penso al bus by night, per esempio, ma anche al potenziamento delle piste ciclabili -, e poi con degli appuntamenti non solo per specialisti, ma rivolti al grande pubblico, come il Festival dell’ambiente, che si svolgerà dal 5 al 10 giugno, in coincidenza con la Giornata internazionale dell’ambiente. Sarà uno momento in cui le istituzioni, ma non solo, parleranno di ambiente con tutta la cittadinanza. Divulgazione e partecipazione, per illustrare cinque temi: clima, mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti, verde e acqua, con una serie di workshop, convegni, iniziative, ma anche momenti quasi ludici.
Ultima domanda: chiuda gli occhi un istante e immagini di avere poteri non straordinari, ma addirittura magici. Che cosa farebbe per l’ambiente a Milano?
Non cambierei nulla delle politiche che abbiamo impostato, ma lo farei a velocità maggiore. Non stiamo andando piano - anzi, per qualcuno andiamo fin troppo veloci - ma, dato che le condizioni per lo sviluppo dei processi ci sono, vorrei accelerarli per fare di Milano una città pienamente vivibile per tutti, da adesso.







