Campania nel mirino, rischio sanzioni per il Lazio
Rifiuti, la Ue processa l´Italia "Inaccettabile, ora dovete agire" Bruxelles: i progressi fatti non bastano. Bassolino: ce la faremo - da La Repubblica del 07.05.2008
07 May, 2008
ALBERTO D´ARGENIO
BRUXELLES - La Commissione europea porta l´Italia davanti alla Corte di giustizia del Lussemburgo per l´ormai cronica emergenza della spazzatura campana. La decisione è arrivata perché Bruxelles non crede che il piano varato dal governo in piena emergenza rifiuti sia in grado di risolvere in modo definitivo il dramma di Napoli e dell´intera regione. Ma prima di una eventuale condanna definitiva passeranno diversi mesi, tempo che il governo dovrà sfruttare per risolvere i problemi in modo definitivo. Altrimenti scatteranno le salatissime sanzioni comunitarie. «E´ importante impegnarsi con la massima determinazione per evitare l´avanzamento della procedura Ue: è un obiettivo che si raggiunge solo se tutti i livelli istituzionali e amministrativi lavorano nella stessa direzione, senza tornare a dividersi», ha commentato il presidente della regione Campania Antonio Bassolino.
La procedura d´infrazione contro l´Italia per i rifiuti campani è stata aperta lo scorso giugno sulla scia dell´emergenza della primavera 2007, quando le montagne di spazzatura accumulatesi nelle strade costrinsero le autorità a chiudere le scuole. Dramma ripetutosi dicembre. E proprio di fronte alle scioccanti immagini natalizie la Ue aveva deciso di accelerare i tempi della procedura, dando all´Italia un ultimatum: o risolvete il caso in fretta o vi portiamo davanti ai giudici europei per la violazione delle direttive sui rifiuti. E ieri è arrivata la doccia fredda: «Anche se l´emergenza si è ridotta, grazie alla rimozione dei rifiuti dalle strade seguita alla nomina del commissario straordinario (Gianni De Gennaro, ndr), la Commissione ritiene che le misure adottate non siano adeguate per risolvere nel lungo periodo il problema e impedire il ripetersi dei fatti inaccettabili verificatisi lo scorso anno». Non solo, il nuovo piano per la gestione della spazzatura approvato a dicembre non basta a tranquillizzare Bruxelles, visto che «la Campania è lungi dal poter creare un sistema di gestione efficiente che consenta la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti». Inoltre, aggiunge la Ue, «le autorità si sono rivelate incapaci di indicare un calendario chiaro per il completamento e la messa in servizio degli impianti di selezione, delle discariche, degli inceneritori e delle altre infrastrutture necessarie per risolvere i problemi che affliggono la regione».
Insomma, accuse pesantissime al sistema campano che, oltre agli enormi disagi per i cittadini, potrebbero costare caro ai contribuenti: se le cose non saranno risolte alla radice, entro 12 - 18 mesi potrebbe arrivare la condanna dei giudici Ue, accompagnata dalla richiesta di risolvere i problemi. A quel punto se l´Italia non sarà in grado di farlo, arriverebbe una nuova e definitiva condanna per inadempienza che sarebbe accompagnata dalle sanzioni: per il Belpaese, che nella sua storia le ha sempre scampate mettendosi in regola all´ultimo minuto, le regole comunitarie prevedono una sanzione forfetaria minima di 10 milioni di euro più la penalità tra i 22 mila e i 700 mila euro per ogni giorno di ritardo nell´attuazione della sentenza.
Uno scenario ancora lontano per la Campania, ma vicino per il Lazio. Ieri la Commissione ha inviato una prima lettera d´avvertimento alla regione per non essersi conformata alla condanna dello scorso giugno da parte della Corte per l´assenza del piano regionale sui rifiuti. Se a breve non arriverà a Bruxelles, potrebbero scattare le sanzioni.







