Roma, strisce blu fatte nere
- da Il Manifesto del 31.05.2008
03 June, 2008
Francesco Paternò
Alzi la mano chi non ha inveito almeno una volta contro le strisce blu. Sinonimo di parcheggio a pagamento, a Roma e non solo: un euro un'ora. Più o meno la cifra di un caffé lungo, di una mancia antirazzista al lavavetri, di un modo per non comprare un paio di calzini dall'uomo con prole da tre figli in su. La notizia è che da ieri le strisce blu non si pagano più, perché il Tar le ha fatte nere, mettendole fuorilegge. Ma saranno guai peggiori, per tutti.
Il Tar ha accolto un ricorso per la zona Ostiense e il sindaco Gianni Alemanno ha sospeso il pagamento per tutta la città. Circa 96.000 posti diventano gratis, 30 milioni di introiti annui per il comune virtualmente non più in bilancio. E da Roma potrebbe partire una vertenza nazionale sul parcheggio urbano a pagamento.
Alzi la mano chi non è d'accordo con il Tar e Alemanno. Noi l'alziamo subito, pur sapendo che, come in tutte le cose, la striscia blu a volte è stata disegnata male, in alcuni casi è stata un sopruso, per altri un abuso e per ben 600 persone un'occupazione. Francamente troppo (e troppe).
Ma questo sistema di parcheggio a pagamento va difeso. Introdotto dal sindaco Francesco Rutelli durante il suo primo mandato, il concetto di un euro un'ora ha dato la scossa al caos automobilistico romano, obbligando centinaia di cittadini a permettere una rotazione nei posteggi. E ai residenti, muniti di bollino, di trovare posto perfino vicino casa, facendo qualche giro di palazzo in meno. Rutelli aveva semplicemente copiato un modello europeo.
Questo colpo di spugna rischia di mandare definitivamente in tilt il sistema di immobilità, oltre che quello di mobilità. Tanto è vero che, tra le reazioni preoccupate, si è letta ieri pomeriggio quella dei tassisti, nemici di Rutelli (e di Veltroni): aiuto, qui saremo invasi dalle auto. In realtà, è come gridare al lupo: perché il traffico e il parcheggio sono problemi eterni come la città che li ospita, destinati soltanto a peggiorare e non a migliorare. Almeno finché questo o un altro sindaco o meglio ancora un governo nazionale ribalteranno il sistema di mobilità privata, che è poi il vero nodo, di destra e di sinistra: troppe macchine comunque, pochi parcheggi comunque, città sempre meno a misura di chi l'auto non ce l'ha o non la usa. Comunque sia, un disastro nero, mica blu.







