Da Times square a Shangai. La Terra si mobilita per il clima
Ieri migliaia di persone in tutto il pianeta hanno festeggiato la Giornata mondiale di azione contro i gas serra. Organizzate azioni spettacolari per chiedere impegni concreti ai governi in vista del vertice di Copenaghen - da Terra del 25.10.2009
26 October, 2009
Una Terra mobilitata. 5200 eventi in 181 Paesi del mondo, a cominciare da Wellington, in Nuova Zelanda, dove un centinaio di persone si sono radunate sotto una pala eolica per salutare l’alba della Giornata internazionale di azione per il clima. Centinaia di migliaia di persone hanno raccolto ieri l’appello mondiale di 350.org per un evento dimostrativo, con lo scopo di segnare la strada verso la Conferenza di Copenaghen e sottolineare la necessità di riportare il livello di gas a effetto serra a livelli accettabili per la nostra fragilissima atmosfera. Azioni piccole come una tartaruga appena nata e grandi come un campo di calcio sfilano adesso in fotografia sul sito 350.org regalando a tutti i visitatori un piccolo viaggio nella speranza di un mondo migliore.
Parola d’ordine la cifra 350, ossia il numero di parti per milione (ppm) di anidride carbonica nell’atmosfera oltre il quale, secondo gli scienziati più autorevoli, l’umanità è a rischio. L’hanno disegnata formando una catena umana decine di snowboardisti sulle nevi del parco nazionale del Monte Aspiring, patrimonio dell’umanità per l’Unesco, e anche centinaia di persone munite di ombrelli sulla scalinata d’ingresso del famoso teatro di Sidney. Un gigantesco banner ha coperto la facciata della “Moschea dai 4 minareti”, il celebre Charminar di Hyderabad, nello Stato indiano di Andhra Pradesh.
Un gruppo di turisti si è radunato davanti alla piramide di Chefren a Giza, in Egitto, e un’intera scolaresca davanti al tempio dravidico di Brihadisvara, nello Stato di Tamil Nadu. A Middlebury, nel Vermont, una ventina di arrampicatori in cordata hanno composto il 350 su uno strapiombo di roccia. In Somalia un gruppo di attivisti ha preparato da mangiare per un intero villaggio con 350 pentole solari. 15mila persone si sono date appuntamento allo spring food festival di Dunedin, in Nuova Zelanda, varie decine sul tetto di un palazzo a Shanghai.
Dietro un semplice striscione si sono radunati un centinaio di cittadini di Almaty, città principale del Kazakistan, mentre c’è chi si è preso la briga di salire sulle nevi perenni del Vinson Massif, in Antartide, e stendere un lenzuolo con disegnato il grafico dei valori dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Valori che crescono da quando è iniziata l’era industriale. Dai dati più recenti risultano 387 ppm, molto oltre le 350 fissate dalla ragionevolezza degli scienziati. Dati assolutamente trasparenti, fedelmente riportati sul sito 350.org, dove si trovano anche tutti i dati storici delle misurazioni di anidride carbonica dal 1959, quando furono fatte le prime indagini serie. Da vent’anni siamo oltre i limiti ragionevoli ma la politica non sembra darvi peso. Sulla base di studi vecchi di un decennio, ad esempio, l’Unione Europea ha fissato come legalmente accettabile il limite di 450 ppm.
Ecco perché l’appello di 350.org all’azione è stato raccolto in Repubblica Dominicana come in Micronesia, in Etiopia come in Italia. Una cicloturistica è partita a Cagliari alle 3.50 pomeridiane e azioni di vario tipo si sono tenute un pò dappertutto, da Arezzo a Terzigno. Anche la televisione cinese ha trasmesso in diretta un evento mentre su due megaschermi a Times Square, New York, scorrono foto e filmati da tutto il mondo. Sulla spiaggia di Takapuna Beach, sul Pacifico, un enorme filo da bucato ha accolto 350 magliette, ciascuna col nome di una delle isole oceaniche che saranno sommerse dall’innalzamento delle acque dovuto al cambio climatico. Basterebbe già questo per chiedere che a Copenaghen si raggiunga un accordo ragionevole, che possa funzionare equamente per tutti i cittadini del mondo.







