Cina e Usa, un accordo 'indolore' resuscita il vertice di Copenaghen
Svuotato" a Singapore, il summit di dicembre sull'inquinamento ritorna ad avere un senso dopo le proteste (e l'umiliazione) dell'Unione europea: porterà impegni, ma nessun obbligo per i Paesi - da La Repubblica del 17.11.2009
16 November, 2009
di Federico Rampini
Sarà operativo. Sarà politicamente vincolante. Non sarà, purtroppo, legalmente vincolante. E' sul filo di queste promesse di queste sottili distinzioni che si è giocato in queste ore l'ultimo "giallo" sul vertice di Copenaghen dedicato all'ambiente.
A Pechino oggi Barack Obama si è presentato a fianco al presidente cinese Hu Jintao, nel salone d'onore del palazzo del Congresso del Popolo in Piazza Tienanmen, per annunciare a sorpresa il "salvataggio" del summit di dicembre sulla riduzione delle emissioni carboniche.
A prima vista è un capovolgimento clamoroso rispetto a quanto annunciato appena 48 ore prima al vertice Apec (Asia-Pacifico) di Singapore. In quell'occasione il premier danese Rasmussen era stato costretto a volare d'urgenza in Estremo Oriente per ratificare lo svuotamento del vertice di Copenaghen.
"Nei 22 giorni che restano prima di quell'appuntamento - aveva detto a Singapore il consigliere di Obama Michael Froman, esperto economico al National Security Council - è ormai escluso che si possa trovare un'intesa". La conclusione era stata raggiunta in un breakfast mattutino fuori programma, con il placet decisivo delle due superpotenze che sono anche i maggiori inquinatori del pianeta, Usa e Cina, assente l'Unione europea
.
Oggi a Pechino, a leggere la dichiarazione del presidente Obama, si direbbe che a distanza di due giorni dal suo funerale Copenaghen è stato letteralmente resuscitato. E' solo apparente il colpo di scena: dovuto al fatto che Obama e Hu si sono resi conto di aver umiliato un po' troppo l'Unione europea; inoltre Obama si sente in difficoltà anche con l'ala sinistra del suo partito e il movimento ambientalista, dopo che il siluramento di Singapore ha avuto una grande risonanza sui mass media americani.
Ecco dunque l'escamotage, che ancora una volta ci è stato spiegato da Michael Froman. L'annuncio di oggi - precisa l'esperto della Casa Bianca - vuol dire che a Copenaghen America e Cina si impegnano a raggiungere un accordo "politicamente" vincolante su obiettivi immediati di riduzione delle emissioni CO2; dovranno però continuare a lavorare per raggiungere, in un futuro non meglio precisato, l'accordo "legalmente vincolante" e quindi quello davvero operativo.
E' evidente che finché non esiste l'accordo legalmente vincolante non può nascere il nuovo trattato che dovrebbe succedere a quello di Kyoto. Obama da parte sua porta a casa da Hu la promessa che le potenze emergenti accetteranno di essere incluse in questo accordo. E' una storia di grandi manovre che comunque vengono fatte e disfatte sempre all'interno del G2 sino-americano, con l'Europa che le viene a sapere dai mass media.
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