Ecco il manifesto della Sostenibilità
Dal Carignano l´appello di seicento giovani di Biennale 2.0. Il documento approvato dopo quattro giorni di discussioni e lectio magistralis. Tra le richieste: incentivi per la filiera corta e per i prodotti equo e solidali. E l´acqua deve restare un bene pubblico - da La Repubblica del 05.03.2010
05 March, 2010
Sara Strippoli
Un lancio spettacolare di palloncini colorati al Teatro Carignano: si è chiusa con questa suggestiva votazione la Biennale 2.0 - Sostenibilità che dal primo marzo ha richiamato a Torino seicento giovani in arrivo da tutta Italia e da sette paesi stranieri. L´assemblea plenaria di ieri, vivacizzata dalle sferzate maieutiche del guru americano della comunicazione globale Trevor Fitzgibbon, ha portato alla definizione di un Manifesto che sarà diffuso in rete e comparirà in una campagna di comunicazione sui muri della città. Il documento costituirà la base per un più ampio rapporto da presentare alle istituzioni locali ed europee per una futura programmazione delle politiche giovanili. Una tappa preparatoria, anche, della seconda edizione di Biennale Democrazia in programma nel 2011. Maggiore responsabilità sociale e personale sui temi dell´ambiente, potenziamento dell´informazione con diffusione di modelli sociali positivi, salvaguardia della biodiversità, diritto all´acqua su scala globale, costruzione di infrastrutture ecosostenibili. Dopo il successo delle tre lezioni aperte di Fitoussi, Clark e Carlo Petrini, sono questi alcuni dei punti fermi contenuti nel manifesto approvato dai ragazzi sul tema della sostenibilità al termine del forum organizzato dallo staff di Biennale Democrazia in collaborazione con Environment Park, Ordine degli Architetti, Goethe Institut e Slow food. Impegno privato e pressing sulle istituzioni per ottenere pratiche positive sui temi ambientali devono marciare in parallelo. «Esistono due livelli di responsabilità - spiega il documento - quello personale che comprende scelte responsabili nelle vita quotidiana rispetto ai propri consumi, al riciclaggio e al risparmio energetico; e quello sociale, che comporta l´assunzione di responsabilità per chiedere ai politici e alle istituzioni di giustificare le loro scelte e varare o modificare politiche in un´ottica di sostenibilità». Un altro tema incluso nel Manifesto è quello della incentivazione della filiera corta: «chiediamo incentivi per prodotti a chilometro 0 ed equo e solidali in modo che siano accessibili alla totalità della popolazione». L´acqua poi deve essere Pas, sigla che sta per acqua potabile accessibili e sostenibile: «Un bene pubblico, di per sé non competitivo».







