"Pubblicità ed incentivi"
Intervista a Giancarlo Quaranta, vicepresidente Ascom. "L'esaurimento delle scorte il principale problema. Sarebbe necessario pensare a incentivi per smaltire i sacchetti gia presenti nelle scorte sia dei grossisti che dei venditori al dettaglio. E una maggior pubblicizzazione dell'iniziativa!"
11 May, 2010
La giunta torinese ha approvato il provvedimento per l’eliminazione dei sacchetti non biodegradabili. I commercianti non potranno più distribuirne né a titolo gratuito, né a titolo oneroso per il cliente. A che punto siamo?
È stato preso un provvedimento che, al momento attuale intende soprattutto dare un segnale. Non è e non può essere un divieto, perché altrimenti si sarebbe dovuto innanzitutto bloccare la produzione dei sacchetti in materiale non biodegradabile, istituire un divieto per le aziende produttrici di continuare nelle loro attività.
Quando si è firmato il protocollo di intesa, lo scorso novembre, si era fissato l’inizio di aprile come limite per la messa in atto dei provvedimenti. Sono dunque già in atto?
Abbiamo previsto una moratoria che ci consente di andare fino al 31 dicembre per la distribuzione di ciò che i commercianti hanno già in casa. Quando parlo di commercianti non intendo solo quelli al dettaglio, ma soprattutto i grossisti che si occupano della vendita di sporte. Commercianti che hanno ancora dei magazzini da smaltire. Stiamo parlando di decine di milioni di sacchetti che ancora devono essere messe in circolazione.
Quindi finché ci sono pezzi in magazzino, ci sarà una distribuzione di sacchetti non biodegradabili?
Non si può pensare di bloccare dall’oggi al domani. Le faccio l’esempio pratico dei negozi che hanno fatto stampare dei sacchetti personalizzati. Molto spesso si tratta di decine di migliaia di sporte, che non si può pretendere che vengano buttate…
Per rendere immediato il provvedimento innanzitutto bisognerebbe pubblicizzarlo maggiormente, e in secondo luogo sarebbe necessario un intervento degli enti pubblichi che “incentivino” economicamente la rottamazione dei sacchetti non biodegradabili…
Certo è che un intervento da parte del governo centrale semplificherebbe il tutto: che si vieti la produzione di sacchetti non biodegradabili senza aspettare la scadenza del 31 dicembre 2010
Ad oggi qualcuno ha già smesso di distribuire sacchetti non biodegradabili?
La grande distribuzione. Ho appositamente visitato alcuni grandi magazzini e devo dire che non ho trovato nessun sacchetto in plastica. Lavorano soprattutto con sporte in mater-bi e poi vendono, abbastanza a caro prezzo, sacchetti in cotone e carta pesante.
Quali sono i passi da fare, i problemi da risolvere, ora?
Innanzitutto bisognerebbe pubblicizzare in maniera massiccia il fatto che presto non sarà più possibile distribuire sacchetti non biodegradabili, così da poter evitare nuovi acquisti da parte dei rivenditori al dettaglio. Resta comunque da risolvere il problema dei produttori e dei venditori all’ingrosso… che dovrebbero adeguarsi
Dovrebbero adeguarsi ad una norma di cui si parla da mesi e che non è attiva solo grazie ad una proroga voluta dal Governo.
In effetti i tempi ci sono stati. La grande distribuzione sostanzialmente già rispetta il divieto. Le aziende produttrici dovrebbero ormai essere in grado di adeguarsi e di sospendere la produzione di sporte non biodegradabili. Resta il problema dello smaltimento delle scorte, ma sono convinto che entro il 31 dicembre sarà possibile esaurirle…







