Inceneritore, finanziamenti spariti
Compensazioni a rischio. Traballa l’accordo con i Comuni coinvolti dall’arrivo dell’impianto – da La Stampa del 09.06.2010
09 June, 2010
Alessandro Mondo
E’ come il gioco delle tre carte. Impegni solenni, ma dei quattrini non c’è traccia. Il discorso riguarda il futuro inceneritore del Gerbido. Anzi: le compensazioni ambientali legate all’inceneritore, i fondi messi a disposizione da Trm, dalla Regione e in misura minore dalla Provincia per risarcire i Comuni interessati dall’arrivo di un impianto non proprio «leggero». Parliamo di 23 interventi per 27 milioni, il 10% del valore dell’opera, scadenzati negli anni e progettati per migliorare vari parametri ambientali: aria, paesaggio, abitare, lavoro e tempo libero.
Nel giorno in cui l’assessore all’Ambiente Roberto Ravello viene bersagliato per la decisione di congelare 800 mila euro, la quota parte della Regione nel 2010, si scopre che i 3 milioni del 2009 sono un ricordo. La somma a sei zeri, impegnata a fine 2008, è stata disimpegnata a inizio aprile: la determina dirigenziale, riferita a una delibera del 29 marzo, rimanda alla precedente amministrazione. A motivarla, par di capire, le difficoltà economiche con cui ha dovuto misurarsi anche la giunta-Bresso unite al ritardo sulla tabella di marcia dell’inceneritore e all’incertezza per i ricorsi pendenti.
Significa che per onorare gli impegni contenuti nell’accordo di programma sulle compensazioni del Gerbido bisognerebbe trovare nel bilancio regionale 2010 3 milioni in aggiunta agli 800 mila euro peraltro bloccati da Ravello. La quota per il 2011, invece, ammonta a 913.160 euro. In totale sono 4.713.160 euro, 4.993.160 tenendo conto di ulteriori risorse teoricamente previste alla fine della passata legislatura: è la prima tranche, spalmata sul triennio 2009-2011, dei 9 milioni che la Regione si era impegnata a versare. Altro particolare: l’accordo sui finanziamenti, pur approvato in giunta, non è stato firmato da Bresso. A pesare, in questo caso, dev’essere stata l’imminenza delle elezioni, anche se qualche malizioso rievoca le tensioni che in quel periodo dividevano Regione e Provincia sull’opportunità di realizzare un nuovo centro Ikea a La Loggia.
Ce n’è abbastanza perché Ravello, da accusato, si erga ad accusatore: «Confermo la mia decisione. Stanziare una seconda tranche, inferiore alla prima, non avrebbe senso. Mi chiedo perché la giunta Bresso abbia prodotto progetti senza sottoscriverli né finanziarli». «Motivazioni pretestuose - replica l’interessata, sostenendo che esiste un fondo regionale ad hoc, destinato agli accordi di programma, da cui attingere le risorse -. Il taglio operato dalla giunta-Cota, colpendo solo la provincia di Torino, ha carattere politico».
Tra le opere a rischio, le piste ciclo-pedonali nel futuro parco del Gerbido fra Torino e Grugliasco, il recupero ambientale del primo lotto del parco Sempione (Torino), la ciclopista di via Anselmetti (Torino) e il rifacimento della strada delle lose a Beinasco. Da qui la preoccupazione di chi, come Saitta, vede messa a repentaglio la mediazione con i Comuni. Le compensazioni sono la chiave di volta: «Siamo la sola provincia in Piemonte che si è assunta l’onere di costruire un simile impianto, Cota deve capire la delicatezza della materia».
Polemici, per usare un eufemismo, gli assessori Ronco (Provincia) e Tricarico (Comune), il presidente della seconda circoscrizione Stara, il presidente di Ato-rifiuti Foietta e il Comitato di controllo dell’impianto presieduto da Erika Faienza. Le prime reazioni dei sindaci non si sono fatte attendere. «Gli impegni presi vanno mantenuti - insorge Maurizio Piazza, Beinasco -. A questo punto, nemmeno per noi nulla sarà più scontato».







