Piano rifiuti della Provincia di Milano
Comunicato stampa di Legambiente Lombardia
31 October, 2008
Il Piano Rifiuti della Provincia non deve diventare pretesto per costruire nuovi inceneritori a Milano, semplicemente perchè non rappresentano una priorità: anzi, migliorando la gestione integrata secondo gli obblighi di legge, ulteriori impianti di questo tipo non rientrano in alcuno scenario sostenibile neanche per il prossimo futuro, né nel Parco Sud né altrove. Nell'analisi di Legambiente infatti i 'numeri' del piano mettono in luce lo scarso impulso dato negli ultimi anni alle azioni per migliorare la raccolta differenziata. Secondo le proiezioni del Piano, l'obiettivo è quello di arrivare al 52% di raccolta differenziata entro il 2011: un 2% in più di quanto prevede il vecchio Piano Regionale ma molto meno dei sopravvenuti obblighi di legge, che fissano l'obiettivo del 60% entro il 2011 (Legge Finanziaria del 2007) o addirittura del 65%, in linea con gli indirizzi della UE, secondo il Testo Unico per l'Ambiente.
“Occorre più coraggio per affrontare grandi sfide ambientali come quella dei rifiuti – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - i piani provinciali non possono limitarsi a prendere atto dei dati tendenziali, ma devono agire per modificare le tendenze, definendo adeguati obiettivi e strumenti per perseguirli. Il minimo che ci possiamo aspettare dal Piano della Provincia di Milano è il rispetto degli obblighi di legge, che impongono investimenti nella gestione integrata dei rifiuti per migliorare il recupero di materiali: è assurdo lasciare aperta la possibilità di un nuovo inceneritore, occorre osare di più in particolare nel capoluogo, che continua ad essere in ritardo sulla raccolta differenziata”.
Nel 2004, anno di riferimento del Piano Provinciale, la produzione complessiva di rifiuti avviati a recupero in Provincia di Milano è stata pari a 1.917.634 tonnellate, ovvero 509 kg pro-capite, di cui il 42,8%, ovvero 820.747 tonnellate, è stata differenziata e quindi sottratta all'incenerimento e allo smaltimento. Il rispetto degli obblighi di legge comporta un obiettivo di raccolta differenziata al 60% entro il 2011 e una riduzione della produzione complessiva dei rifiuti, secondo quanto previsto dalla Direttiva UE in corso di pubblicazione, che impone a tutti gli Stati Membri di stabilizzare la produzione di rifiuti al livello del 2007. Il rispetto di queste condizioni sottrarrebbe agli impianti d'incenerimento e alle discariche oltre 200.000 tonnellate annue, rispetto a quelle attuali. Il piano invece, trascurando gli obblighi comunitari, continua a prefigurare un incremento della produzione di rifiuti al ritmo dell'1% annuo. Anche tenendo conto della necessità di far fronte ad impreviste criticità e ad eventuali fabbisogni di smaltimento per rifiuti extra-provinciali, questi dati in ogni caso non comportano un aumento di potenzialità tale da giustificare la costruzione di un nuovo inceneritore, considerato che già oggi gli impianti esistenti smaltiscono oltre un milione di tonnellate annue di rifiuti residui da raccolta differenziata, che per i tre quarti sono destinati agli inceneritori provinciali.







