"E ora isole pedonali in tutti i dieci quartieri"
Fassino: "4 torinesi su 5 vogliono il centro chiuso. Lo faremo con chi vive e lavora nelle circoscrizioni. Interventi che aiuteranno anche il commercio. Mi piange il cuore vedere corso Marconi come un parcheggio: è una rambla naturale verso il Valentino" - da la Repubblica del 30.03.2011
30 March, 2011
Diego Longhin
«Quattro torinesi su cinque sostengono che il centro storico dovrebbe essere pedonalizzato. Si tratta di un dato molto significativo che non va ignorato». Piero Fassino, candidato sindaco del centrosinistra, ha in mano l´ultimo sondaggio realizzato dalla Game Managers. Indagine che verrà presentata venerdì: l´80,2 per cento degli intervistati si dichiara favorevole ad una pedonalizzazione del centro contro il 14,5 per cento.
Fassino, come si spiega questo risultato?
«In questo dato si riflette l´impatto positivo delle celebrazioni dei 150 anni dell´Unità d´Italia e l´afflusso straordinario di visitatori e turisti. Ma sarebbe scorretto leggerlo solo in questa chiave. La sensibilità dei cittadini sull´aria che respirano, sull´acqua che bevono, sulla terra su cui camminano è molto più grande di un tempo. Vivere in un ambiente sano, gradevole e accessibile è percepito come uno dei fattori di modernità e civiltà».
È d´accordo con la sperimentazione della chiusura alle auto di via Roma e via Po fino a giugno deciso dall´assessore Sestero?
«Sì, è utile discutere e sperimentare le soluzioni possibili. Così si potranno misurare gli effetti. Per Torino è un´operazione più semplice rispetto ad altre città. Il cuore del centro è un quadrilatero di dimensioni contenute che si attraversa da un capo all´altro a piedi in un quarto d´ora. Ed è sbagliato parlare di chiusura. I cittadini chiedono una città ancora più aperta: con le isole pedonali, che sono dei grandi interventi di riqualificazione urbana, come dimostra via Lagrange, si rende ancora più vivibile il centro. Ed è un volano, anche economico. La città diventa più gradevole, accessibile, attraente».
Ma i commercianti appena si parla di stop alle auto insorgono. Qual è la soluzione?
«Intravedo un approccio in quattro punti. Primo. Si tratta di misure che devono essere discusse con chi vive e lavora nelle zone interessate, non calati dall´alto. Il commercio non va penalizzato, è necessaria un´ampia condivisione. Secondo. Bisogna mantenere finestre temporali che permettano l´accesso per il carico e lo scarico delle merci. Terzo. Un numero di parcheggi adeguati, soprattutto sul perimetro dell´area. Quarto. Una riorganizzazione dei mezzi pubblici, intensificando la frequenza dei passaggi. Credo che l´atteggiamento degli operatori economici possa cambiare».
Perché?
«Tutte le esperienze di pedonalizzazione si sono rivelate utili. Ogni volta che si discute di un provvedimento gli esercenti sono diffidenti, dopo un mese che è stato adottato sono i primi a considerarlo un vantaggio. Oggi chiunque andasse a proporre di far passare il tram in via Garibaldi verrebbe preso per matto. Nel 1975 l´atteggiamento era diverso, ostile».
Dal sondaggio emerge che il traffico è un problema?
«Il sistema di mobilità si è arricchito di servizi come le bici a nolo e il car sharing. Interventi che vanno rafforzati perché i cittadini chiedono una Torino ancora più sostenibile e meno inquinata, non solo in centro. L´area pedonale di via Di Nanni è gradita. E mi piange il cuore vedere che corso Marconi è destinato ad un parcheggio: è una naturale piccola rambla che ha come sbocco il Castello del Valentino e il parco».
Se sarà sindaco aumenteranno le isole fuori dal centro?
«Si potrebbe intervenire sulle vie commerciali e sui mercati. Un modo per aiutare il commercio a reggere la concorrenza dei grandi magazzini. Lo scopo finale è quello di migliorare l´accesso, di rendere più gradevole l´ambiente, di creare occasioni per attirare la gente. Se vogliamo portare sempre di più la cultura in periferia dobbiamo avere i luoghi per farlo, non solo al chiuso, ma all´aperto. Inoltre le isole pedonali diventerebbero dei centri commerciali a cielo aperto, migliorando la qualità della vita dei quartieri popolari e delle periferie, diminuendo le differenze con il centro, incrementando lo shopping».
Da quali vie o aree si potrebbe partire?
«Il mio impegno è di individuare insieme con le circoscrizioni un´area pedonale per ogni circoscrizioni. Dieci nuove isole pedonali. E va poi valorizzata la rete di mercati rionali. Il tutto discutendo con chi vive e lavora nei quartieri».







