I termosifoni scottano? "Che spreco, spegniamoli"
Paullo, per legge stop ai caloriferi accesi dal 15. Ma c’è chi ha già agito. Da Paullo, Mazzola: "Stacchiamo la spina negli edifici pubblici. E' una scelta di buon senso" - da Il Giorno Sud Milano.it del 07.04.2011
08 April, 2011
Elisa Murgese
"Un termosifone acceso sotto una finestra aperta è il massimo dello spreco". Più che una scelta politica, è il semplice buon senso che ha portato il sindaco di Paullo, Claudio Mazzola, a spegnere il riscaldamento in tutti gli uffici pubblici, senza aspettare il fatidico 15 aprile, data che impone per legge lo spegnimento dei riscaldamenti in tutti gli edifici pubblici, dagli uffici comunali a scuole e biblioteche. Una scelta di buon senso, quindi, ma anche di risparmio. "Non dimentichiamo che in tutti gli edifici pubblici la bolletta la paghiamo noi - continua Mazzola - e quindi i cittadini". Bando agli sprechi anche per il Comune di Melegnano, dove da martedì è stata contattata la Mea per azzerare il termostato. Come conferma, il vicesindaco melegnanese Enrico Lupini: "Le finestre sono aperte, il clima è perfetto: come a casa nostra i riscaldamenti sono spenti, così abbiamo deciso di fare negli uffici pubblici: perché sprecare i soldi dei contribuenti?". E sul fatto che tenere accesi i riscaldamenti in queste prime settimane di aprile sia uno spreco, si trovano d’accordo tutti i primi cittadini del Sud Milano. Diverse le scelte, però. "Non escludo che entro una settimana anticiperemo la chiusura del 15 aprile - chiarisce il sindaco di Tribiano Franco Lucente -. Oltre alla questione dello spreco di energia e denaro, è una questione di salute: tenere alti i riscaldamenti quando la temperatura è già attorno ai 20 gradi, non fa bene nè agli adulti nè ai bambini".
Proprio il fatto che il riscaldamento degli uffici comunali sia spesso legato a doppio filo con quello di asili e scuole, porta alcune amministrazioni ad essere caute. Come conferma il primo cittadino di Settala, Enrico Sozzi: "Se una mattina la temperatura si abbassasse e i bambini nelle scuole avessero freddo, come ci giustificheremmo davanti alle mamme arrabbiate, visto che per legge i caloriferi devono restare attivi fino al 15 aprile?". Una soluzione ci sarebbe. Ovvero, utilizzare un riscaldamento capace di spegnersi quando la temperatura esterna raggiunge i gradi desiderati. Questa la scelta di Peschiera e San Donato. "Se fuori ci sono 23 gradi - puntualizza Ileana Del Pinto, dipendente dell’ufficio tecnico di Peschiera Borromeo - i caloriferi si spengono automaticamente. Questo ci permette di non sprecare soldi e di non inquinare, ma allo stesso tempo di garantire una temperatura godibile nelle scuole, nel caso in cui le giornate dovessero improvvisamente diventare più rigide". Nella stessa direzione va il Comune di Rozzano. Mentre ognuno degli uffici comunali regola la sua temperatura autonomamente, in scuole, asili e biblioteche il riscaldamento (centralizzato) è ancora acceso al minimo. "Questa settimana abbiamo dato disposizione di tenerlo al minimo in mattinata, per poi spegnerlo nel primo pomeriggio - puntualizza Massimo D’Avolio, sindaco di Rozzano -. Naturalmente se le giornate continueranno con il bel tempo, l’obiettivo è di spegnerli definitivamente prima del 15".







