Caloriferi "in letargo" anticipato. Negli uffici pubblici è primavera
Riscaldamenti spenti dieci giorni prima della scadenza fissata per legge. Unica sorpresa bollente: un termosifone nel municipio di Sesto - da Il Giorno del 07.06.2011
08 April, 2011
Luca Zorloni
Più di una rondine, è il termometro fisso da una settimana a +25 gradi a fare primavera, se non addirittura estate: così negli uffici pubblici si mette mano ai termosifoni, in anticipo di una decina di giorni sulla scadenza del 15 aprile (in cui per legge bisogna spegnerli).
Lo chiedono cittadini e dipendenti, costretti all’arrivo dei primi caldi a "spogliarsi" per resistere ai climi tropicali; lo impongono i bilanci comunali, il buon senso e la volontà di non sprecare di risorse ed energia. C’è chi spegne direttamente i termosifoni, chi invece li adegua a più miti temperature.
A supporto dell’operazione refrigerio intervengono anche le ordinanze antismog: firmate dai Comuni il 15 febbraio scorso d’accordo con la Provincia, impongono di scendere di almeno un grado sotto il tetto massimo dei 20. Fa capitolo a sé Sesto: perché, essendo alimentata dall’energia pulita del teleriscaldamento, non inquina. Nei mesi invernali il Comune non è stato costretto mettere mano ai termosifoni; con la primavera invece, funzionano a macchia di leopardo.
In piazza della Resistenza infatti si passa dai 23 gradi degli uffici amministrativi ai 26 nell’atrio della Sala Giunta, un balzo di 3 gradi che è causato dalla pessima coimbentazione del palazzone. In entrambi i piani il riscaldamento è già stato spento, a causa dell’impennata del clima primaverile i bocchettoni non diffondono aria calda.
L’unica sorpresa "bollente" nella tromba delle scale del palazzo comunale, tra l’ingresso e il primo piano: un impianto di riscaldamento, celato da una griglia, è ancora in funzione e si sente, tanto che il termometro per la verifica schizza in pochi secondi a più di 27 gradi. In maniche di camicia anche gli studenti del polo universitario di Mediazione linguistica. I fan coil nei corridoi dell’ateneo non diffondono più aria calda, ma la temperatura nelle aule si attesta pur sempre 2 gradi al di sopra della media esterna: da 25 a 27.
E un veloce raid tra Poste e Agenzie delle Entrate conferma che la primavera è arrivata anche negli uffici pubblici. Nelle sede sestese dell’Agenzia delle Entrate, fresca di inaugurazione, i dipendenti non hanno fatto in tempo ad accendere i caloriferi. Da un po’ di giorni infatti, il riscaldamento è stato spento e nei nuovi uffici la temperatura supera di poco i 25 gradi, complici le porte aperte che mitigano il caldo e fanno circolare l’aria. Più calde le Poste di via Emilia a Cologno Monzese, anche se i caloriferi sono già "in letargo".
Di prima mattina è complice la folla che prende d’assalto gli sportelli, verso mezzogiorno l’esposizione che offre le vetrine al sole: d’obbligo togliersi il soprabito quando si sta in coda. Va meglio nei corridoi degli uffici comunali di Cologno. Nella sede di Villa Casati infatti, il sindaco ha fatto spegnere in anticipo i termosifoni, già tarati sui 19 gradi imposti dall’ordinanza antismog di febbraio. Nei corridoi se ne misurano 27: il caldo, insomma, c’è, ma è pur sempre tutta «colpa» del bel tempo.







