Legacoop: "Il Quarto Conto energia è da cambiare"
Anche Legacoop boccia pesantemente il quarto Conto Energia, con critiche di merito e di metodo: "Complessitá e farraginositá delle norme, che impediscono di fatto di raggiungere quell'obiettivo di certezze, stabilitá e trasparenza" - da Zeroemission del 28.04.2011
28 April, 2011
Arrivano critiche di metodo e di merito sull'azione del governo in tema di energie rinnovabili anche dal gruppo Energia di Legacoop che ha esaminato la bozza del Quarto Conto Energia. «Nonostante un tentativo di venire incontro ai numerosi punti di criticitá emersi con l'approvazione del dlgs del 3 marzo 2011 - rileva Legacoop - restano ferme e anzi aumentano in alcuni casi, la complessitá e la farraginositá delle norme, impedendo dunque di fatto di raggiungere quell'obiettivo di certezze, stabilitá e trasparenza da tutti indicate come requisiti necessari per far emergere un percorso di crescita sano e duraturo per il settore delle rinnovabili in Italia».
Il gruppo Energia evidenzia come «rimanga irrisolto il problema dei diritti acquisiti per i progetti sviluppatisi in coerenza con i regimi e le intensitá di aiuto previste dal Terzo Conto Energia, ha chiesto che venga creato un 'periodo ponte' che tenga conto degli impianti realizzati e sottolinea che il nuovo regime degli incentivi dovrebbe essere regolato, piuttosto che da limiti mensili e da procedure ancor piú burocratiche come il Registro Preventivo, da un trasparente meccanismo di adeguamento periodico e automatico degli aiuti in ragione dell'andamento dei costi industriali e di un benchmarking degli incentivi a livello europeo, ma senza tetti o limiti quantitativi di nessun tipo». Dall’analisi è inoltre emersa la richiesta di privilegiare e incentivare maggiormente gli impianti fotovoltaici dove ci sia coincidenza e proporzione tra produzione e consumo di energia, con almeno il 90% di autoproduzione, considerandoli come piccoli impianti, dando anche la possibilitá di incentivare impianti realizzati da piú soggetti in forma associata, siano essi cittadini o Pmi o entrambi. Riguardo al metodo, Legacoop esprime contrarietá sulle modalitá di consultazione messe in atto: «dopo un primo incontro allargato a tutte le associazioni interessate il governo ha privilegiato il dialogo solo con alcune di esse, escludendo tutte le altre dal confronto».







