Il governo oscura il sole. Al via i nuovi incentivi
Il Consiglio dei ministri approva il Conto energia. Vince la linea Romani: contributi solo dopo l’allaccio alla rete e limitazioni di potenza anche per i pannelli sui tetti oltre che a terra - da Terra del 06.05.2011
06 May, 2011
Alessandro De Pasquale
Con cinque giorni di ritardo, rispetto alla tabella di marcia, ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il Quarto conto energia sul fotovoltaico. Il provvedimento, in tutto 40 pagine allegati compresi, conferma la bozza circolata ieri e sancisce la sostanziale vittoria del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Gli incentivi ventennali scatteranno infatti da quando l’impianto verrà effettivamente allacciato alla rete, sulla base delle tariffe in vigore in quel momento. L’unica conquista della titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, è l’aggiunta all’articolo 6 di un comma bis (l’unico del testo in grassetto) che prevede «l’indennizzo nel caso di perdita del diritto a una determinata tariffa incentivante», in caso di «mancato rispetto da parte del gestore di rete, dei tempi per il completamento della connessione».
Fissati nel 2008 dall’Autorità per l’energia in 30 giorni lavorativi (semplici) o in 90, più altri 15 a chilometro, per le complesse. Già annunciata la battaglia legale delle 150 aziende di Sosrinnovabili, in prima linea contro il decreto di marzo, pronte a presentare ricorsi alla Corte di giustizia Ue, al Tar e alla Corte costituzionale. Nel nuovo provvedimento restano infatti sia i tetti massimi di spesa, con incentivi a degradare, che le limitazioni per gli impianti a terra. Come del resto l’architettura di metodo: periodo transitorio fino al 2012, poi un altro anno diviso in semestri e infine il passaggio dal 2013 al sistema tedesco.
Ammesso che non avverranno ulteriori modifiche delle regole in corso d’opera, il quarto Conto energia vale fino al 31 dicembre 2016, con un «obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23mila MW, corrispondente ad un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro». Approvate anche le tariffe più alte per i piccoli impianti: sui tetti fino ad 1 MW di potenza, mentre al suolo appena 200 KW. Un compromesso tra le varie posizioni espresse dalle associazioni di categoria. Incentivi maggiorati per la sostituzione dell’amianto sui tetti con pannelli o per i parchi fotovoltaici realizzati su discariche esaurite, cave o aree industriali dismesse.
Tuttavia restano tanti i punti del provvedimento contestati dalle aziende di settore: le limitazioni di taglia degli impianti sia sui terreni agricoli che sopra i tetti, il fatto che verranno considerati «piccoli impianti» quelli «di potenza qualsiasi realizzati su edifici e aree delle pubbliche amministrazioni», l’esclusione dagli incentivi per chi ha beneficiato o anche solo richiesto detrazioni fiscali e cosa forse più importante le graduatorie del nuovo Conto energia non a scorrimento. In pratica se non rientri in un dato periodo, devi ripresentare tutta la documentazione e sperare di ottenere gli incentivi l’anno successivo.
«Il 2011-2012 rischia di fare molte vittime - denuncia Giovanbattista Zorzoli, presidente della sezione italiana dell’International Solar Energy Society - perché i vincoli posti, come quelli sulla potenza del fotoltaico sui tetti che non occupano territorio, inoltre se il taglio delle tariffe si rivelerà troppo rapido favorirà solo i grandi gruppi, tagliando le gambe a tutti gli altri che non riusciranno a sopravvivere. Soltanto dal 2013 in poi ci sarà un sistema condivisibile».







