Nuovo Conto Energia, ecco le prime reazioni
Voci a favore e voci contro il decreto che disciplina il nuovo regime tariffario del fotovoltaico. A metter quasi tutti d’accordo la costatazione della fine d’un periodo di estrema incertezza per il mercato solare - da Rinnovabili.it del 06.05.2011
06 May, 2011
Sospiri di sollievo da una parte e dure critiche dall’altra. L’approvazione del tanto atteso IV Conto Energia ha suscitato fin dalle prime ore una catena di reazioni discordanti fra operatori, investitori e associazioni del settore. Di certo è che per molti la firma del provvedimento e la definizione dunque di uno scenario normativo chiaro mette finalmente la parola fine all’incertezza in cui il mercato del solare italiano si era momentaneamente bloccato. E come è accaduto nei mesi passati anche ora le reazioni delineano un comparto frammentato, passando dall’entusiasmo del Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane (GIFI) di Confindustria a chi, come Aper, annuncia l’intenzione di voler far ricorso in sede giurisdizionale qualora riscontrati elementi di illegittimità.
Il punto che sembra metter tutti d’accordo è l’acquisita certezza “Dopo mesi di disinformazione e incertezza- ha dichiarato Paolo Rocco Viscontini, presidente e AD di Enerpoint dobbiamo far sapere agli italiani che il Conto Energia è tornato, lo scenario normativo è finalmente chiaro e gli incentivi sono equi e consentiranno sin da subito di far ripartire il settore fotovoltaico”. Per Viscontini nessuna fonte energetica è in grado di raggiungere obiettivi così importanti in breve tempo. “Gli impianti installati negli ultimi 2-3 anni hanno già permesso di superare la copertura del fabbisogno di energia elettrica del 2% e grazie al 4° Conto Energia potremo arrivare al 10% al 2016”.
Fra i soddisfatti del nuovo regime tariffario il neo-costituito Comitato Imprese Fotovoltaiche Italiane che raggruppa diverse imprese associate a Confindustria e caratterizzate da una produzione nazionale di celle e moduli fotovoltaici. Secondo Filippo Levati, presidente di IFI “il governo ha compiuto un passo decisamente importante. E’ stato riconosciuto come priorità per il sistema paese il ri-orientamento del sistema degli incentivi al fotovoltaico in una logica di investimento di medio lungo periodo. In questo modo si favorirà lo sviluppo del modello di generazione distribuita e del consumo di energia da fonte fotovoltaica in armonia con altre fonti, ottenendo un necessario controllo del tetto di spesa complessivo”. “L’impianto del testo – prosegue Levati – nel suo complesso si rivela valido, con un approccio prospettico che potrà consentire al sistema Paese di lavorare nei prossimi anni al consolidamento della propria posizione competitiva a livello globale e contribuire al raggiungimento della grid parity, in armonia con le diverse necessità di bilanciamento del mix energetico”.
“E’ un momento storico – interviene Valerio Natalizia Presidente di ANIE/GIFI. Finalmente è stato firmato il decreto che permette all’intero comparto di ripartire e pianificare i prossimi 5 anni di attività. Se rimarrà confermata la versione ad oggi circolata, sarà necessario proseguire il lavoro sugli aspetti da migliorare, costituendo, come da noi già proposto, un tavolo tecnico permanente con le istituzioni per la semplificazione delle procedure autorizzative e di connessione alla rete”.
Più contenuto il commento di Enfinity, multinazionale belga che pur sottolineando come la strada indicata dal Ministero sia perfettamente in linea con la strategia societaria – che ha focalizzato i propri sforzi sui tetti e sugli impianti di piccole dimensioni – evidenzia una negativa: “la brusca riduzione degli incentivi per gli impianti di grandi dimensioni. Queste restrizioni, che non sono state programmate in modo graduale, come sarebbe stato auspicabile, avranno gravi ripercussioni. Tutti coloro che avevano progettato impianti di questa tipologia, non potranno portarli a termine, e questo causerà gravi perdite”.
C’è poi chi alle modifiche del quadro normativo proprio non ci sta. Un gruppo di operatori esteri del fotovoltaico – che include AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH & co. KG – ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro. La richiesta è stata inoltrata direttamente alle commissioni Industria, Ambiente e Attività produttive dai legali spiegando come il provvedimento abbia disatteso il Trattato sulla Carta dell’Energia di Lisbona. “Il Dlgs n. 28/2011 sulle rinnovabili è stato emanato appena tre mesi dopo l’inizio dell’applicazione del Terzo Conto Energia e ha determinato un sostanziale peggioramento del quadro normativo italiano relativo al comparto. Oggi, con il varo del decreto sugli incentivi del Quarto Conto Energia si peggiora ulteriormente il quadro normativo e di conseguenza il pregiudizio subito dal gruppo di aziende. La distinzione tra piccoli e grandi impianti; l’introduzione di un complesso meccanismo di accesso alle tariffe incentivanti e il decalage degli incentivi rispetto a quanto previsto dal Terzo Conto Energia, si configurano come chiare violazioni degli obblighi previsti dal Trattato firmato a Lisbona nel 1994”. “In caso di soccombenza dello Stato italiano tali importi dovranno essere versati ai ricorrenti dallo Stato stesso e dunque graveranno in ultima analisi sui cittadini che, peraltro, si vedranno anche privati dei benefici che sarebbero derivati dagli investimenti pregiudicati”.







