"L'Ecopass e il voto"
Posta celere, risponde Piero Colaprico - da La Repubblica Milano del 07.06.2011
07 June, 2011
Carlo Depascale
Milano
Sono di sinistra. Ho votato per Pisapia, che ha vinto. Molto bene. Vista la decisione della Cassazione sul nucleare penso che raggiungeremo il quorum ai referendum. Benissimo. Credo che le persone di sinistra voteranno sì a tutti i referendum, quelli nazionali e quelli locali. Io invece al primo dei referendum milanesi (quello in soldoni sull'Ecopass) voterò no. Perché? Ma perché pretendere di selezionare l'uso di un bene pubblico come le strade in base ai soldi vuol dire essere dalla parte di chi ha più soldi e contro chi ne ha meno. È possibile migliorare la qualità dell'aria e dei mezzi pubblici senza discriminare i meno abbienti e tutelando gli interessi collettivi. Signor Colaprico, cosa ne pensa?
Dal lontano 1985 sto dalla parte di chi vuole la chiusura totale del centro di Milano al traffico privato e non autorizzato. Era una sacrosanta idea dei socialisti e funzionava, poi arrivò la Lega, divise la città a spicchi (idea da delirio) e addio chiusura. L'Ecopass qui è stato ribattezzato Europass: hai soldi e paghi, puoi inquinare. Ripetiamo che ci sembra una classica idea da sottocultura di destra. La giunta uscente ci lascia in periferia palazzoni a iosa, e manco un parcheggio multipiano a prezzi popolari. Hanno servito i cementificatori, non i pendolari. Hanno aiutato i ricchi, non gli immigrati. Hanno speso per il centro, non per le periferie. Questo è reale e documentato: il resto è autoassoluzione. Non hanno ascoltato le voci di Milano, la batosta che meritavano è arrivata.







