Pedibus: vetrina di buone pratiche in Italia
Eco dalle Città propone una sintesi delle principali esperienze di Pedibus attivate nelle grandi città italiane per mettere in luce lacune e punti di forza al fine di avviare una riflessione che porti le amministrazioni comunali ad intensificare i progetti di mobilità sostenibile nel nostro paese, creando una cultura condivisa di buone pratiche
22 July, 2011
BOLOGNA: BO2 Per una mobilità di grande respiro
Ci piace segnalare un piano generale sulla mobilità che parla di trasporto pubblico e di inquinamento, di risparmio energetico e di sicurezza e soprattutto individua e
incentiva una serie di alternative per spostarsi in città evitando l’uso dell’automobile privata. Solo per fare un esempio: in 50 incroci la priorità semaforica è riservata
agli autobus. Un piano che comprende non a caso anche i progetti destinati ai ragazzi, dai percorsi casa scuola all’uso della bicicletta.
BOLZANO:
Progetto "A scuola ci vado da solo" che in corso da ben 12 anni ha permesso di monitorare e migliorare il raggiungimento degli obiettivi. Fin dalle scuole dell’infanzia i bambini fanno attività di educazione stradale per imparare a
conoscere diritti e doveri di tutti i fruitori della strada: pedoni, ciclisti, automobilisti. Fanno esperienze “sul campo” a piedi, in autobus e in bicicletta e hanno la possibilità di conseguire una bicipatente e di acquisire in una vera officina
piccole nozioni per la riparazione del proprio mezzo a due ruote. A supporto di questo bel progetto e per ottenere risultati sempre più apprezzabili una coraggiosa Ordinanza del Sindaco istituisce le strade scolastiche nei pressi di 10 scuole
elementari. 15 minuti prima e dopo l’inizio delle lezioni il traffico dei veicoli a motore viene sospeso, con l’unica eccezione dei residenti in sola uscita.
FERRARA: Progetto “Vado a scuola da solo”
Progetto a cura di Città Bambina realizzato alla scuola Bombonati di Ferrara per difendere il diritto alla strada delle bambien e dei bambini.
FIRENZE:
Il Pedibus è stato usato come motore di interventi di riqualificazione dello spazio pubblico per avviare un processo di riappropriazione dei luoghi della socialità (strade). L’Ufficio Tempi e Spazi del Comune di Firenze gestisce e finanzia il Progetto Pedibus sul territorio comunale da ottobre 2006.
Il servizio si propone di ottenere numerosi risultati: soddisfare i bisogni delle famiglie facendo risparmiare tempo ai genitori che devono accompagnare i propri figli a scuola; ridurre il traffico e l'inquinamento vicino alla scuola; trasformare il tragitto casa-scuola in un momento educativo del bambino attraverso uno sviluppo sociale, cognitivo e affettivo, uno sviluppo dell'educazione stradale e un miglioramento delle condizioni fisiche.
Per informazioni: www.cittasostenibili.minori.it
LECCO:
Il Pedibus di Lecco è stato il primo in Italia ad essere ben strutturato grazie all'iniziaitva di un gruppo di ambientalisti che nel lontano 2003 fece una proposta radical retrò: mandare i bambini a scuola a piedi per affrontare le triplici minacce di obesità infantile, traffico locale e un aumento globale dei gas a effetto serra causato da emissioni dei veicoli a motore. Ora, dopo otto anni di esperienza, ogni mattina, circa 450 studenti viaggiano lungo 17 linee di autobus per raggiungere 10 scuole elementari in questa città situata sulla punta meridionale del Lago di Como. Non ci sono scuola bus. Il comune ha calcolato che sono state risparmiate 20 tonnellate di anidride carbonica.
La città di Lecco contribuisce con circa 20.000 Euro all'anno per organizzare e fornire i membri del personale per il piedibus. Gli studenti svolgono una sorta di ulteriore servizio pubblico: sono incoraggiati a lasciare commenti su macchine che sono parcheggiate non regolarmente e a redarguire i proprietari di cani che non puliscono.
Per incoraggiarne l'uso, i bambini ricevono dei biglietti da corsa che devono obliterare ogni giorno. I percorsi hanno nomi specifici che li distinguono (quello per il cimitero è il mortobus), e competono per premi come pizza party per gli studenti. Gli insegnanti hanno studenti che scrivono poesie sui piedibus.
Per informazioni: http://www.comune.lecco.it/Agenda21/html/iniziative_scuole_piedibus.html
MILANO:
I primi Pedibus attivi sono quelli delle scuole elementari di Via Bottego e di Via San Mamete in zona Crescenzago. Qui nel 1998 la scuola e gli insegnanti iniziano a articolare il curriculum didattico specifico per sperimentare una forma ecologica di andare a scuola. Questa esperienza non viene, tuttavia, valorizzata e colta appieno e nonostante i finanziamenti statali (la legge 285/97 “Disposizioni per opportunità e diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, che istruisce i piani comunali, intende appunto promuovere la “riqualificazione partecipata dell’ambiente urbano” ), il Pedibus rimane per anni confinato in quel quartiere della città.
Bisogna aspettare il 2005 perché in altre scuole elementari, oggi primarie di primo grado, si torni a parlare e a sperimentare il Pedibus. Grazie ai comitati di genitori e a qualche insegnante, a volte con l’aiuto delle associazioni ambientaliste, educative e di nonni, in alcuni plessi si organizzano giornate o al massimo brevi periodi nei mesi finali dell’anno scolastico, in cui i bambini vanno a scuola in gruppi accompagnati da genitori e nonni. Nel 2006, tra le poche sperimentazioni avviate, alcune si spengono altre, invece, si strutturano attraverso un'azione convinta della direzione scolastica (è il caso della Clericetti) o grazie alla forte volontà e disponibilità di genitori e nonni volontari (via Cima).
L'intervento dell'Amministrazione Comunale, dei suoi settori educativi e urbanistici, inizia a determinare un clima di fiducia nella possibilità di consolidare la pratica dell'andare a scuola a piedi, in autonomia e in sicurezza.
Con l’attuale progetto si riparte sul finire del 2007. Innanzitutto, si promuove la cultura della salute attraverso la mobilità sostenibile, cogliendo la diffusa e ormai ineludibile desiderabilità di un cambiamento in meglio delle condizioni ambientali, così progressivamente danneggiate dal traffico veicolare privato e dall’inquinamento atmosferico.
Un processo di non facile traduzione. Si tratta infatti di attivare e coordinare diversi attori: le scuole e gli insegnanti, le famiglie, i bambini, l’amministrazione locale nelle sue diverse articolazioni (i settori: educazione, traffico e mobilità, vigilanza urbana, lavori pubblici, i consigli di zona, comunicazione, arredo urbano, salute) nel trovare l’amalgama e i giusti stimoli per iniziare a cambiare comportamenti e individuare nuove strategie educative.
Oggi, in sette scuole di Milano e altre, come una sorta di gemmazione autonoma, circa 500 bambini vanno a scuola col Pedibus, altri, in quinta, ma anche in quarta elementare, vanno da soli.
La città comincia a sapere cos’è il Pedibus. Le azioni ecologiche si diffondono: minor uso dell’auto, maggior uso della bicicletta, più attenzione alle regole e più passione civica e cura dell'habitat comune.
Tutte cose che ora si cominciano a imparare e a praticare nelle scuole d’infanzia e in quelle primarie e che coinvolgono così famiglie, insegnanti, cittadini e operatori pubblici in numero sempre maggiore.
Con il progetto “A scuola con gli amici - Percorsi sicuri a piedi e in bicicletta”, dopo gli anni di sperimentazione, il Pedibus finalmente trova una collocazione importante nelle politiche della mobilità urbana milanese, che riguarda circa 40 istituti.
Il Pedibus è attuato dalle Associazioni MeglioMilano e Camina
REGGIO EMILIA: Manifesto per una mobilità sicura, sostenibile e autonoma nei percorsi casa-scuola
Si tratta di un vero e proprio intervento strutturale basato sulla realizzazione di 9 progetti e 6 linee di azione: Educazione, Comunicazione, Promozione, Sicurezza,
Servizi, Pianificazione. Il Manifesto consente di mettere insieme rendendoli coerenti e razionali i percorsi casa - scuola, le opere di messa in sicurezza dei percorsi, le
campagne di sensibilizzazione rivolte ai bambini e agli adulti e la figura del mobility manager all’interno delle scuole che si fa portavoce delle problematiche inerenti la mobilità delle scuole e delle famiglie nei confronti dell’amministrazione comunale e favorisce forme di trasporto sicure e sostenibili come il Bicibus e il car pooling. Il senso è quello di un percorso non solo per i bambini ma per la città tutta.
Questo documento nasce per far sì che l’andare a scuola senza automobile e con gli
amici non sia un’esperienza episodica, ma diventi una prassi consolidata e una occasione per migliorare la salute, la sicurezza, l’ambiente, l’autonomia, la socialità, la propria scuola e il proprio quartiere. In particolare il Manifesto nasce:
• come strumento per coinvolgere tutte le scuole della città sul tema della
Mobilità
• come nuovo metodo di lavoro condiviso fra le varie componenti che si
occupano del tema della Mobilità
• come strumento per valorizzare l’attività delle scuole e delle famiglie
• per mettere in rete esperienze esistenti e progetti futuri ed ottimizzare le
risorse della città nelle sue componenti pubbliche e private sul tema della
mobilità nel tragitto casa-scuola, fondamentale per le implicazioni sociali e ambientali.
ROMA:
38 scuole elementari disseminate nei diversi municipi della capitale, per un totale di circa 1.800 bambini coinvolti, aderiscono all’iniziativa del Pedibus dal 2003. Questi i numeri dello “scuolabus a piedi”, il servizio di trasporto scolastico sostenibile promosso dal Dipartimento delle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma.
A febbraio il servizio è stato interrotto per mancanza di fondi.
TORINO:
Se il pedibus piace, funziona e ha successo, perché non renderlo mezzo di trasporto pubblico istituzionale? Questo si sono chiesti i genitori degli allievi della scuola elementare Mazzarello di via Collino, dove il pedibus è ormai pratica abituale dal 2009. Così, dalla loro esperienza diretta, è nata la proposta di trasformare il pedibus da iniziativa sporadica autogestita dai genitori a vero e proprio mezzo di trasporto pubblico garantito dalle istituzioni. L'idea è stata presentata in una lettera aperta agli assessori all'Ambiente di Provincia e Comune, Roberto Ronco e Roberto Tricarico.
A novembre 2010 è stata approvata dal Consiglio comunale la mozione con cui si chiede a Sindaco e Giunta di "favorire presso le scuole la diffusione dell'istituzione di Percorsi Pedibus"..
Proprio il pedibus è presentato come misura per abbattere l'inquinamento cittadino secondo lo slogan “spostarsi a piedi fa bene all’ambiente”. La mozione impegna l’Esecutivo a mettere in atto, anche attraverso finanziamenti dedicati, iniziative volte a coinvolgere le Direzioni Didattiche delle scuole cittadine a tale scopo.
Il progetto del Pedibus, curato dal Circolo Ecopolis (Legambiente) di Torino ha previsto una serie di azioni per una città a misura di bambino.
Per informazioni: http://sites.google.com/site/piedibusmazzarello/project-definition
TRENTO: A piedi sicuri
Il progetto, che coinvolge bambini e adulti, è stato avviato nel 2004 ed ha visto la partecipazione solo nell’ultimo anno di 3490 bambini e 19 scuole primarie, grazie anche ad un'evoluzione del progetto che ha inglobato altri percorsi sicuri in città oltre quelli casa scuola, frutto di un’accurata pianificazione.
L’obiettivo del percorso quinquennale è il rafforzamento del legame bambino-città, le azioni infatti mirano ad avvicinare i bambini alla città, all’amministrazione comunale
e alle risorse del proprio quartiere e per questo prevede il protagonismo di diversi soggetti sul territorio comprese associazioni e esercizi commerciali. Ad oggi il
progetto così partecipato ha dato ottimi risultati. Meno famiglie (il 22%) scelgono di accompagnare i figli a scuola in auto mentre aumentano (36%) i bambini che vanno a scuola da soli o con gli amici.
Promotore dell'iniziativa: Assessorato alla Cultura e Turismo - Progetto politiche giovanili.
Per informazioni:http://www.trentogiovani.it/content/ambiti_di_attivita/progetti/67







