MiTo anche per lo smog "Assediati dalle polveri"
I due sindaci al ministro dell’Ambiente Clini: subito il tavolo con le Regioni - da La Stampa del 28.11.2011
28 November, 2011
Milano «start&stop», con ordinanze emesse e parzialmente ritirate. Anche a Torino, dove l’aria non è certamente salubre, si valuta il da farsi. Con un «di più» legato al fatto che la centralina di Torino Lingotto - l’unica automatica tra quelle di rilevamento, e quindi in grado di misurare i dati dei Pm10 giorno per giorno - è fuori uso: si attendono i pezzi di ricambio, dal 22 novembre nulla si sa sui prevedibili sforamenti delle polveri sottili abbondantemente confermati negli 11 giorni precedenti. Il che presuppone per l’amministrazione comunale anche doti divinatorie.
Stagione nuova, problema vecchio: lo smog. Tutti consapevoli che bisogna fare qualcosa per allentarne la morsa, ma nessuno sa cosa. In questo stato di «impasse» si segnala, se non altro, un’intensa attività telefonica. Linee roventi, ieri, tra Milano, Torino e Roma. Corrado Clini, neo-ministro dell’Ambiente, ha annunciato un vertice con le Regioni e le aree metropolitane per decidere le misure da adottare. Mentre gli assessori all’Ambiente di Torino (Lavolta) e Milano (Maran) facevano il punto, Piero Fassino ha chiamato il ministro esprimendogli la disponibilità a un incontro in tempi stretti. Disponibilità confermata dal sindaco meneghino Pisapia. Il fatto che nell’ultimo decennio alcuni inquinanti «classici» siano stati messi in soffitta e altri ridimensionati, è il caso degli stessi Pm10, non toglie nulla al protrarsi degli sforamenti oltre la soglia di legge stabilita, alle ricadute (accertate) sulla salute pubblica e alle salatissime sanzioni che prima o poi Bruxelles notificherà alle Regioni meno virtuose in termini di programmazione. Le quali minacciano di girarle ai Comuni che della programmazione, quando c’è stata, se ne sono infischiati.
Soprattutto, resta la sostanza del problema, ribadita dal ministro nella lettera pubblicata ieri sul «Corriere della Sera»: la distonia tra le «misure strutturali», che non solo cozzano contro l’assenza di risorse ma presuppongono effetti sulla media-lunga distanza, e l’emergenza stagionale rappresentata da concentrazioni di inquinanti esasperati dalle condizioni meteo e dalla stessa conformazione geografica della Pianura Padana.
Questo è il punto. Dopo gli anni delle targhe alterne, delle domeniche ecologiche e delle varie limitazioni al traffico - con le polemiche del caso e i duelli tra «partiti» contrapposti - Regione, Comune e Provincia sembrano orientate su altre strade: orientamento sul quale pesa la pressione dell’opinione pubblica (la stessa che ha spinto Milano a fare dietrofront rispetto al blocco annunciato), e da ultimo una serie di valutazioni sull’efficacia delle limitazioni. Compreso il recente studio di Arpa Piemonte commissionato dalla Regione, che ha dimostrato la sostanziale inutilità delle eco-domeniche se non per il loro valore meramente educativo.
Non a caso, sotto la Mole di divieti - fatti salvi quelli già in vigore per gli autoveicoli benzina e diesel più obsoleti - non si parla più. Palazzo civico non li esclude, ma solo come corollario delle famose misure strutturali. Proprio oggi Regione, Comune e Patto territoriale della zona Ovest annunceranno il potenziamento e l’interconnessione del «bike sharing» a Torino e cintura: nel capoluogo arriveranno 60 nuovi stalli in aggiunta ai 59 esistenti. Tra gli altri provvedimenti, che Fassino sottoporrà a Clini, ci sono il potenziamento dei mezzi pubblici e lo sviluppo del teleriscaldamento come corsie preferenziali per allentare in prospettiva l’assedio dello smog. Con una premessa: siamo già sotto attacco.








