Arrivano i tagli: rivoluzione per bus e tram
Intesa Cota-Fassino. Saitta resta sull’Aventino. Il Comune: addio alla rete tracciata nel 1982. Fassino: "Integrare ferrovie e servizio urbano sullo schema della Rer di Parigi" - da La Stampa del 28.03.2012
28 March, 2012
Maurizio Tropeano
I tagli ci saranno ma avranno un impatto meno devastante almeno sul trasporto urbano. Nel corso dell’anno arriveranno meno risorse: il nove per cento in meno. E a questa riduzione se ne dovrà aggiungere una seconda l’anno prossimo: meno quindici per cento. In ogni caso si dovranno tagliare 8/10 milioni di chilometri a fronte degli oltre 17 milioni annunciati in un primo momento e questo comporterà una pesante riorganizzazione con il cambiamento radicale del modello trasportistico rimasto immutato dal 1982 ma «questo ci permetterà - spiega il sindaco Piero Fassino di continuare a mantenere inalterata l’offerta e, soprattutto di salvaguardare i posti di lavoro».
Saitta sull’Aventino
Insomma la «guerra» sul trasporto locale, almeno con il comune di Torino, è finita. A dire il vero «ballano» circa 4/5 milioni e il governatore si è impegnato a verificare la possibilità di trovare queste risorse. Roberto Cota, comunque, si dice soddisfatto: «Quel che vale per Torino vale anche per il resto del Piemonte. Abbiamo fatto di tutto per cercare la soluzione migliore per andare incontro alle esigenze degli enti locali senza fare guerre. Siamo sulla buona strada». Resta sull’Aventino il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta: «Diminuire del 9% il finanziamento per il trasporto pubblico locale appare per noi ancora molto complicato. Non ho trovato disponibilità a trattare le esigenze di Torino in modo diverso da quelle del territorio, per questo non mi sono sentito nelle condizioni né di accettare la proposta né di garantire il ritiro dei nostri ricorsi».
Il nuovo piano per la città
Toccherà all’assessore comunale ai Trasporti, Claudio Lubatti, mettere in pratica i contenuti dell’accordo con la Regione: «Ci metteremo subito al lavoro e apriremo un tavolo con tutti i soggetti pubblici, da Gtt all’Agenzia per la mobilità urbana, compreso il Politecnico, che dovrà portare ad una radicale modifica del modello radiale in vigore dal 1982». L’idea è quella di rafforzare quelle che vengono definite le «linee forti»: la metropolitana, la linea 4, la 2 e un paio di altri percorsi di attraversamento della città. Intorno a questa rete e a tre punti di interscambio (Fermi/Venchi Unica, Stura e Caio Mario/Bengasi) costruire i collegamenti urbani.
Il passante Fs
Nelle intenzioni del sindaco Fassino un ruolo chiave del nuovo modello di trasporto urbano lo giocherà il sistema ferroviario metropolitano che a partire dal 2013 potrà utilizzare l’entrata in funzione del passante ferroviario. «Si tratta spiega - di integrare, sul modello della Rer di Parigi, il trasporto ferroviario con il servizio riorganizzato degli autobus e dei tram». Le cinque linee del Sfm, dunque, dovrebbero diventare altrettante offerte del servizio urbano.
Il ruolo delle Ferrovie
L’idea del sindaco, tutta da verificare, è di cercare di coinvolgere nella gestione del nodo di Torino il gruppo Fs in partnership con Gtt che gestisce le linee per il canavese: «E’ un’ipotesi aperta che abbiamo analizzato», spiega Fassino. Da anni Mauro Moretti, amministratore delegato Fs, sottolinea che uno dei problemi da risolvere è quello dei nodi urbani. Il manager lo ha fatto anche ieri a margine dell’inaugurazione dell’edizione 2012 di Expoferroviaria: «Il governo deve mettere in campo un progetto specifico per le grandi città».







