Ciclisti, ultimatum al Comune
Le associazioni dall’assessore dopo la morte di Gerlando - da La Repubblica del 21.07.2012
23 July, 2012
L'artiolo 208 del Codice della strada non lascia spazio
all’immaginazione: una quota pari al 50 per cento della somma
derivante dalle sanzioni amministrative dev’essere destinata alla
sicurezza stradale. Ma finora quasi nessuna città italiana ha
applicato questa norma, Torino compresa. Le cose potrebbero finalmente
cambiare visto che una delibera che va in questa direzione dovrebbe
essere approvata a breve in Comune. A prometterlo è Cesare Lubatti,
assessore ai Trasporti, al termine della tavola rotonda di ieri
pomeriggio sulla sicurezza stradale alla quale, dopo la tragica morte
di Gianmatteo Gerlando, hanno partecipato rappresentanti delle
associazioni di ciclisti urbani e della polizia municipale. «Il Comune
si sta impegnando per migliorare la mobilità ciclabile e la sicurezza
di ciclisti e
pedoni — spiega Lubatti — Ci stiamo muovendo su due fronti, da un lato
stiamo per terminare il Biciplan, sorta di radiografia della mobilità
ciclabile torinese, dall’altra abbiamo preso provvedimenti minori ma
concreti». Niente più autorizzazione per i dehors sulle piste
ciclabili, acquisto da parte di Amiat di mezzi per la pulizia
invernale delle piste ciclabili e l’invito rivolto alla polizia
municipale per una maggiore severità nei confronti delle automobili in
doppia fila e di quelle in sosta sulle piste ciclabili. Provvedimenti
che soddisfano solo in parte le richieste della associazioni di
ciclisti urbani. «Siamo disponibili a fare nostre le loro segnalazioni
e i loro suggerimenti — continua Lubatti — perché la messa in
sicurezza delle strade e l’incremento della mobilità ciclabile sono
una nostra priorità». Parole, quelle dell’assessore, che vanno un po’
a cozzare, ad esempio, con la recente segnaletica posta davanti al
Museo Egizio, nella quale il ciclista è rappresentato come un pericolo
per la sicurezza dei pedoni. «Ci tengo a precisare che quel cartello è
stato installato dal Museo Egizio — tiene a sottolineare Lubatti —
Personalmente non avrei mai autorizzato una cosa del genere, ma è
stata una decisione che non compete né a me né al Comune. Credo
tuttavia che sia l’esempio più lampante della necessità di un cambio
di mentalità da parte della cittadinanza su queste tematiche. Cambio
di mentalità che è poi, se vogliamo dirla tutta, il mio obiettivo
primario».
Per questo sembrano però indispensabili provvedimenti concreti, per
rendere davvero credibili le intenzioni dell’amministrazione comunale.
Più bici per il bike sharing, più rastrelliere, più piste ciclabili e
meglio distribuite, e poi, soprattutto, più sicurezza per ciclisti e
pedoni. È ciò che hanno chiesto i molti pedalatori radunati ieri sera
davanti al municipio. Una veglia in ricordo di Gianmatteo Gerlando,
una veglia in ricordo dei ciclisti vittima di incidenti stradali
(l’ultima statistica della polizia municipale, del 2009, parla di 179
incidenti), una veglia per chiedere sicurezza e gesti concreti in
favore della mobilità ciclabile.
(t.cl.)







