«Piano casa»: nuovo scontro su aumento cubature
Da l'Unità del 14.05.2009
18 May, 2009
È tempo di nuove promesse per il presidente del consiglio Berlusconi. Prima c'erano le "New Town" ora ci sono le “case-campus”: «In Abruzzo, entro 6 mesi, a partire dal primo maggio, saranno costruite 4000-4500 case per ospitare 13mila persone. Non ci saranno baraccopoli. Queste case saranno poi utilizzate come campus universitario». Queste le parole dette dal premier intervenendo al convegno dell'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori. Berlusconi conferma l'intenzione dello Stato di ricostruire anche le case distrutte. Le prime 4500 case serviranno per togliere gli sfollati dalle tende. Il popolo dei terremotati abruzzesi non ha voglia di illudersi e guarda con scetticismo all'ennesima promessa.
Ma Berlusconi non si ferma e annuncia, per la gioia dei costruttori, che, se si troverà un accordo con la Conferenza delle regioni, «il consiglio dei ministri potrà dare il via libera al decreto per la semplificazione edilizia». Il decreto, cosiddetto piano casa, prevede «un aumento del venti per cento delle abitazioni mono e bifamiliari – dice il premier – e la ricostruzione di vecchi edifici con criteri di tutela energetica». Il presidente del Consiglio ha riferito che, «da nostre analisi ci risulta che potrebbero così essere immessi sul mercato dai 70 ai 150 miliardi di euro».
Ma a gelare gli ottimistici annunci di Berlusconi arriva la rottura delle trattative tra regioni e governo e la dichiarazione del presidente della conferenza delle regioni, Vasco Errani: «Evitiamo di giocare sugli equivoci, il Dl di cui si sta parlando è quello sulla semplificazione e non sull'aumento del 20% delle cubature che è un'altra cosa». «Noi stiamo ancora aspettando dal governo delle risposte precise che non sono arrivate».
Errani, dal canto suo, elenca nuovamente le richieste delle regioni necessarie per approvare il decreto. In particolare - ha ricordato - le regioni chiedono che l'articolo 11, relativo al non utilizzo di immobili pubblici a rischio sismico (per i quali entro 6 mesi dalle verifiche della protezione civile e dei comuni, non siano stati avviati lavori di messa in sicurezza), preveda un piano di interventi quarantennale con l'individuazione delle relative coperture necessarie per reperire i fondi e per le assunzioni del personale tecnico da impiegare nelle verifiche. Le regioni chiedono sgravi Irpef del 55% per i privati che mettano a norma antisismica le loro abitazioni; questa modifica dovrebbe essere recepita, secondo i governatori, con un emendamento ad hoc al decreto legge sull'Abruzzo.







