L’Eritrea risolve con determinazione il problema dei sacchetti di plastica
30 June, 2009
Massimiliano Milone
L’Eritrea, una volta disseminata da un mare di sacchetti di plastica, è stata “ripulita” grazie ad una legge, entrata in vigore nel gennaio 2005, che ha aiutato i paesi del Corno d’Africa a proteggere la natura.
«Coloro che importano, producono, distribuiscono o vendono sacchetti di plastica pagheranno una multa» ha riferito Yohannes Wolde, il ministro del territorio, acqua e ambiente.
Wolde non ha dichiarato l’importo dell’ammenda, ma diverse fonti stimano che i trasgressori paghino diverse migliaia di nakfa. Dal momento che 1 € in Eritrea vale 23,6 nakfa possiamo dedurre che queste multe siano molto pesanti in questo paese, se consideriamo che il prodotto interno lordo annuale pro capite è di 270 $ o 191 € (secondo il rapporto del Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook Database, ottobre 2008).
Le autorità qui sono molto determinate nell’arginare il problema. La capitale Asmara ed altre regioni periferiche hanno sostituito i sacchetti usa e getta con borse di cotone e nylon e i consumatori non hanno avuto altra scelta se non quella di adeguarsi.
«Le persone non sono multate se vengono fermate con un sacchetto di plastica, ma devono semplicemente dichiarare dove hanno preso i sacchetti» ha spiegato Wolde. «Se dovessimo scoprire che le persone non collaborano, pagheranno una multa» ha detto Kibrom Asmarom, un funzionario del ministero dell’ambiente.
Kibrom ha espresso soddisfazione per il rispetto della legge da parte della gente.







