Facebook aiuta l’ambiente in Marocco, Algeria e Tunisia
30 June, 2009
Massimiliano Milone
Anche il noto social network Facebook sta diventando sempre più un luogo in cui la gente comune si riunisce per denunciare situazioni di degrado ambientale o per fare richieste e proposte precise a governi, che tardano nel prendere posizioni chiare e nette su temi ambientali scottanti.
Ad esempio il gruppo “Non più sacchetti di plastica in Marocco”, attraverso una vera e propria “petizione multimediale” che supera i 9 mila iscritti, chiede la messa al bando dei sacchetti non biodegradabili dal Marocco.
Analogamente il gruppo “Non più sacchetti di plastica in Algeria. Battiamoci per la fine del sacchetto di plastica” riassume in tre punti le sue posizioni: “Sensibilizzare” e cioè far prendere coscienza del pericolo che deriva dall’uso del sacchetto di plastica usa e getta; “Riflettere” per scoprire le soluzioni alternative; “Agire” e quindi proporre e mettere in opera delle azioni.
È nato anche il gruppo “Non più sacchetti di plastica in Tunisia”, che vanta circa 2 mila membri. Essi chiedono il divieto dei sacchetti di plastica nel paese poiché «in Tunisia è arrivato il tempo di prendere coscienza dell’ampiezza dei danni». Recentemente il governo tunisino ha promosso una campagna di sensibilizzazione per informare i cittadini sulle norme di qualità che devono rispettare i sacchetti di plastica, come l'uso obbligatorio del marchio “Ecolef”. Tutto ciò allo scopo di contrastare l’uso di sacchetti di plastica e di prodotti che non rispondono a standard specifici.







