Ispra: PM10 ancora oltre i valori limite
Roma, Taranto, Milano, Napoli sono le città in cui si registrano più emissioni di PM10. Nonostante una diminuzione generale delle emissioni inquinanti nelle città italiane, permangono criticità e si registrano ancora superamenti dei valori limite per PM10 e biossido di azoto
11 October, 2013
Diminuiscono le emissioni inquinanti nelle città, ma per ciò che riguarda le concentrazioni in atmosfera, in particolare per PM10 e biossido di azoto, pur registrando un trend in diminuzione, permangono criticità: si continuano infatti a registrare superamenti dei valori limite per questi due inquinanti, particolarmente nelle città del Centro-Nord, in Campania e Sicilia. Più diffuso il superamento dei valori soglia per l’ozono, per il quale non si rileva alcuna tendenza alla diminuzione delle concentrazioni in aria. È quanto emerge dal IX Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano che ha condotto le analisi su 60 città italiane.
EMISSIONI DI PM10: +33% NEL SETTORE DEL RISCALDAMENTO
Le emissioni maggiori di PM10 – un mix di particelle emesso dai tubi di scappamento delle auto, dai camini delle caldaie e dei caminetti per il riscaldamento domestico, dai camini delle industrie - per il 2010 sono riferibili alle città di Roma, Taranto, Milano, Napoli e Torino, le minori a Campobasso e Aosta. Per ciò che riguarda le concentrazioni di PM10, dal 2006 al 2011, su un set di 57 stazioni di monitoraggio, appartenenti al territorio di 29 città, l'Ispra evidenzia una situazione di diffusa tendenza alla riduzione delle concentrazioni, debole ma significativa, ad esempio, nelle città di Aosta, Bari, Bologna, Firenze, Palermo, Roma, Taranto, Torino. Per quanto riguarda le emissioni di PM10, dal 2000 al 2010 si registra a livello nazionale una diminuzione del 37% circa: si riscontrano riduzioni delle emissioni in tutti i settori, con eccezione del riscaldamento che registra un incremento del 33%. La maggior parte delle emissioni di particolato proviene dal settore del riscaldamento domestico (pari a circa il 37%) e dal trasporto su strada (contributo stimato intorno al 31%). Analizzando più in dettaglio il dato, emerge come, nel 2010, in tutte le città considerate, il contributo del riscaldamento alle emissioni di PM10 è maggiore del contributo dei trasporti su strada ad eccezione di Milano, Trieste, le città della Liguria e dell’Emilia Romagna, Prato, Terni e Roma (dove il traffico è responsabile del 56% delle emissioni di particolato).
BIOSSIDO DI AZOTO: TRASPORTO SU STRADA PRINCIPALE SORGENTE
Anche per le concentrazioni in aria di biossido di azoto, dal 2006 al 2011, su un set di 83 stazioni appartenenti al territorio di 34 città, è evidente un trend decrescente statisticamente significativo. Per gli ossidi di azoto il trasporto su strada costituisce la principale sorgente emissiva, in quanto risulta il contributo più importante per 49 città su 60. Tale contributo risulta addirittura superiore al 70% delle emissioni in 27 città su 60. Il trend delle emissioni complessive tra il 2000 e il 2010 è generalmente decrescente per le diverse città.
Altra considerazione dell'Ispra riguarda il peso complessivo delle aree urbane rispetto al totale nazionale: in questo caso si stima che il contributo delle sole 60 aree urbane considerate sia intorno al 25% del totale nazionale confermando l’importanza che le aree fortemente antropizzate hanno nel determinare il carico inquinante complessivo. Permangono, tuttavia, valori importanti di esposizione per la popolazione residente. In tutte e 60 le città considerate - tranne Livorno - nel 2011 le concentrazioni medie annue (fondo urbano) di PM10 sono state superiori al valore soglia per la protezione della salute umana consigliato dall’OMS (20 microgrammi/m3) e in 6 città del bacino padano i valori hanno superato la soglia annuale prevista dalla normativa (40 microgrammi/m3). Milano e Monza sono le città con le maggiori concentrazioni di PM10 (47 microgrammi/m3), seguite da Torino (44 microgrammi/m3) e Brescia (43 microgrammi/m3).
L'Ispra sottolinea infine che monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo, come per gli anni passati, non sembrano essere più un problema: non superano da anni i valori limite per le concentrazioni in aria e per quanto riguarda le emissioni in atmosfera il trend risulta per tutte le città in decrescita, con un valore medio di riduzione in particolare del monossido di carbonio tra il 2000 e il 2010 del 56%.
Leggi anche: Ispra: aumentano vetture private a Roma, benzina carburante più usato
Ispra: aree verdi in aumento a Venezia, Roma in testa per parco veicolare
Rapporto Ispra, Regione Lazio: puntare alla rigenerazione urbana








