L’inceneritore brucia poco rischia di perdere 3 milioni
Mancano i rifiuti, una sola linea in attività - da La Repubblica del 21.11.2013
21 November, 2013
di Gabriele Guccione
Brucia poco l’inceneritore, nelle tre bocche di fuoco del gigante del Gerbido entrano meno rifiuti di quanto previsto dai piani di Trm, la società pubblico-privata di gestione dell’impianto. Meno rifiuti uguale meno guadagni, dato che per ogni tonnellata smaltita finiscono nelle casse dell’azienda 95 euro, tanto che nei suoi primi mesi di funzionamento l’inceneritore potrebbe registrare una perdita di 3 milioni. Chi si aspettava, ieri durante il sopralluogo dei consiglieri comunali della Commissione Ambiente, presieduta da Marco Grimaldi, di vedere un impianto spinto a tutta birra è rimasto deluso. Su tre linee soltanto due sono accese, di queste una soltanto è impegnata a bruciare rifiuti, e l’altra è tenuta accesa a metano, pronta alla bisogna.
Se a fine anno si arriverà ad aver incenerito 90mila tonnellate di rifiuti per la società andrà di lusso. «Ad oggi siamo a quota 70mila tonnellate», ha spiegato il presidente Bruno Torresin. La materia prima scarseggia, finora la maggior parte dei rifiuti, circa l’80 per cento, arriva da Torino soltanto, il resto dal chierese edalla zona sud, Nichelino e Moncalieri e i comuni limitrofi. Tutti gli altri bacini che dovranno cominciare ad affidarsi all’inceneritore sono ancora trattenuti ai loro vecchi sistemi di smaltimento: ci sono ancora contratti in corso con i vecchi impianti di smaltimento, e non ultimo, quest’estate, è stato autorizzato l’ampliamento della discarica di Cassagna a Pianezza per altre 40mila tonnellate. Il risultato per Trm è che a fine anno potrebbero mancare all’appello, rispetto alle 120mila ipotizzate, dalle 25 alle 35mila tonnellate. «Volendo fare una previsione — ha preconizzato Torresin — entro l’anno potremmo arrivare a 80mila tonnel-late, 90mila ad essere ottimisti».
Ad essere ancora più ottimisti si potrebbe arrivare anche a 100mila, calcolando che da qui alla fine dell’anno restano più di 30 giorni di esercizio e che per ogni giornata, come spiega l’esperto chiamato a sorvegliare la fase di avvio Adelmo Benassi, vengono smaltite dalle 700 alle 800 tonnellate. Calcolatrice alla mano, un minore conferimento nell’impianto di 30mila tonnellate, graverebbe sui bilanci della società per poco meno di 3 milioni di euro. Torresin minimizza: «Non è una circostanza che avrà un impatto economico rilevante. Era prevista una perdita e la società la porterà a nuovo il prossimo anno. Il bilancio vero si può dire che partirà da maggio, con l’avvio del periodo commerciale». Le cause sono da ricercare, secondo il presidente, nei ritardi e nei continui stop and go dell’impianto durante la fase di rodaggio degli ultimi mesi. Finora si è trattato di 7 incidenti e guasti (l’ultimo il 20 ottobre scorso) che hanno richiesto, ogni volta, il blocco dell’impianto prima di procedere con la ripartenza a causa dello sforamento dei limiti di emissione consentiti dall’autorizzazione ambientale della Provincia. «Il pieno regime di conferimento si raggiungerà entro giugno — annuncia il direttore generale Mauro Pergetti — quando si arriverà a 360mila tonnellate».







