La Gran Madre resta al buio “È un monumento di serie B”
Il Comune: illuminata solo nei weekend per risparmiare - da La Repubblica del 02.03.2014
03 March, 2014
di Gabriele Guccione
CHI ha spento le luci? Se lo chiedono da giorni i torinesi e i turisti che sbucando su via Po la sera, anziché vedere, come si aspetterebbero, la Gran Madre illuminata si trovano di fronte a un “buco nero”. È proprio questa, del resto, la definizione data da un turista allo spettacolo che, da quando sono state smesse le luminarie natalizie, si staglia sullo sfondo di piazza Vittorio. Insospettito e deluso, l’altro giorno l’ignaro visitatore è andato a chiedere spiegazioni al parroco. «Melo domando anch’io» è l’unica cosa che ha potuto rispondergli don Sandro Menzio, alle prese con le rimostranze dei torinesi che non smettono di chiedergli il perché del black out. «Da venti giorni siamo al buio — racconta il parroco — Prima le luci erano accese tutte le sere, adesso soltanto il fine settimana». Difficile, se non impossibile, trovare una cartolina di Torino in notturna con la Gran Madre al buio: tutti si aspetterebbero di vederla illuminata. Invece, come per qualunque altra chiesa della città, le lampade saranno accese d’ora in avanti soltanto nel fine settimana. Il parroco è costernato: «La gente si lamenta e se la prende con me — dice — perché pensa che le luci vengano accese o spente a seconda degli umori del parroco. Ma in realtà l’impianto esterno dipende dal Comune. Non capisco, non è certo un guasto ». Don Menzio si è ripromesso di andare a bussare a Palazzo Civico per avere risposta.
Ma la risposta potrebbe essere anche più scoraggiante del black out in sé: il fatto è che il Pantheon torinese, voluto per il ritorno del re dopo la sconfitta di Napoleone, è stato declassato a monumento di “serie B”. Il privilegio dell’illuminazione permanente spetta solo a una top list di luoghi simbolo: Mole, Duomo, Palazzo Madama, Monte dei Cappuccini e Superga. Tutti gli altri vengono illu-minati soltanto dal venerdì alla domenica. Che tra questi ultimi ci fosse anche la Gran Madre lo si è scoperto solo adesso, ma la decisione è di almeno tre anni fa, anche se non tutti, nemmeno in Comune, lo ricordavano. Tanto che qualcuno prova ad abbozzare una spiegazione alternativa per il black out: «Forse i timer che regolano l’accensione sono stati riprogrammati». E invece no. Lo spegnimento della chiesa nei giorni feriali era previsto dal Piano dell’illuminazione decorativa del 2011. Peccato però che, fino all’altro giorno, ilsuddetto piano non fosse di fatto mai entrato in vigore per la Gran Madre. Il perché è presto detto: «C’era un unico quadro elettrico che teneva insieme l’illuminazione pubblica e quella del monumento — spiegano da Palazzo Civico — accendendo la prima non poteva che illuminarsi anche la Gran Madre. Di recente l’interruttore è stato finalmente sdoppiato e si è quindi separata l’accensione della piazza, tutte le notti, con quella della chiesa, limitata al fine settimana». L’intervento risale a qualche mese fa, ma finché ci sono state le luci natalizie non s’è visto l’effetto. Ora che le luminarie sono state riposte nel cassetto e si è tornati alla gestione ordinaria ecco che i torinesi si sono trovati, impreparati, di fronte alla Gran Madre buia.
Chi l’avrebbe mai detto: monumento di “serie B”? Questione di risparmio: solo le luci decorative costano al Comune più di 800mila euro l’anno su una bolletta di 13 milioni. «Che la Gran Madre debba essere nella top list è un fatto su cui si può discutere — ribattono a Palazzo Civico — Teniamo conto, però, che i costi sono davvero alti».







