Nelle ore di punta ecco i “soliti” ingorghi
Chi non ha rinunciato all'auto: viabilità più fluida solo lontano dai grandi corsi - da La Repubblica dell'11.12.2015
11 December, 2015
di Stefano Parola
IL
brusio di fondo sembra quello di tutte le mattine. In effetti dietro
la tapparella c’è meno nebbia del solito ma il turbinio di auto attorno
alla grande rotonda è quello di sempre. La situazione non cambia
quando, di prima mattina, ci si mette alla guida per le strade di
Torino: qualche coda al semaforo, piccoli e grandi ingorghi qua e là
nei luoghi in cui il traffico si intasa cronicamente.
La parte ovest della città un po’ più congestionata a causa dell’incidente che di notte ha bloccato la tangenziale. Per il resto sembra un giorno qualunque. Forse l’unica differenza è che chi è conscio della quantità di polveri sottili nell’aria torinese in questi giorni prova un sottile senso di colpa in più ogni volta che preme l’acceleratore.
A metà mattinata, in corso Massimo D’Azeglio chi arriva da sud deve aspettare uno o
due semafori prima di svoltare. Si procede a singhiozzo pure attorno
al monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, mentre in corso Moncalieri
c’è una lunga fila di auto che procede a rilento tra il ponte Umberto I
fino al confine meridionale della città a causa di un restringimento.
Forse il traffico è un po’ di più fluido del solito al di fuori delle grandi arterie. Però chi ha preso l’auto pensando che tanto tutti avrebbero utilizzato i mezzi pubblici gratuiti ha sbagliato strategia. Se ne accorge anche quando arriva nei parcheggi a pagamento del centro: alle 16 quello di piazza Arbarello ha un solo posto libero su 137, in quello di corso Re Umberto se ne contano sei su 130, mentre nel sotterraneo di piazza Bodoni ci sono 50 posteggi vuoti su 468.
Alle 18 scocca l’ora di punta e come sempre alcune strade diventano da bollino rosso, che poi è il colore che 5T, la società
del Comune che tra le altre cose monitora in tempo reale il traffico,
attribuisce ai luoghi in cui si creano code. Nell’ora del rientro si
colorano in quel modo corso Einaudi e corso Sebastopoli, mentre ci sono
rallentamenti nei corsi Vittorio, Regina Margherita, D’Azeglio, Duca
degli Abruzzi e Casale.
Alle 19.30 della sera Giovanni Nettis, leader provinciale dei benzinai che aderiscono a Confesercenti, guarda sul computer del suo distributore in piazza Bernini: «Ero molto preoccupato, pensavo che oggi avrei lavorato poco o niente. Invece ho venduto più o meno come gli altri giorni. Anzi, se faccio il confronto con giovedì scorso, oggi ho erogato circa 500 litri in più. Non è tanto, ma mi aspettavo un fenomeno esattamente l’opposto ».
Il benzinaio Nettis alza il telefono e chiama il suo collega che gestisce la pompa in piazzale San Gabriele di Gorizia, tra via Filadelfia e corso Unione Sovietica: «Anche lui mi dice che la giornata è stata come tutte le altre e che non ha notato differenze. Forse il messaggio lanciato dal Comune non è servito e la gente ha preferito spostarsi comunque in auto».







