L\'aria inquinata non si ferma ai confini dei comuni
da La Repubblica del 06.02.2007
06 February, 2007
La grande domenica ecologica di tutto il Nord Italia è il primo frutto più tangibile di un accordo di programma firmato nell’autunno del 2005 a Torino, e lentamente maturato tra i tecnici e i dirigenti delle Regioni, tra molte difficoltà. (Compresa quella di trovare una sede comune per la conferenza stampa di presentazione, che non facesse ombra a nessuno. Per esclusione si è poi scelta Roma, ma una forte influenza del presidente emiliano ha fatto slittare l’appuntamento, ed ecco che Formigoni grande comunicatore ha anticipato l’annuncio.) Nonostante tutte queste difficoltà si tratta comunque di un segnale straordinario, che indica non solo la gravità del problema ma anche la strada da seguire. Sarebbe infatti ora di superare in avanti i localismi e di stabilire definitivamente delle regole per le aree geografiche in cui l’aria inquinata si diffonde e ristagna, in genere senza alcun riguardo per i confini comunali e regionali. Al contrario del monossido di carbonio e del benzene, e ben più del biossido di azoto, infatti, le micropolveri sono un fenomeno di area vasta. E’ giusto che le comunità locali si responsabilizzino, che aggiungano e articolino meglio i provvedimenti, ma è assurdo che non ci siano delle regole standard, per esempio orari e caratteristiche dei blocchi selettivi validi per tutta la pianura padana. L’accordo sulla messa fuori circolazione degli Euro 0 nelle regioni padane, per esempio, è ancora troppo generico e pieno di eccezioni. Le coincidenze e le discordanze di date delle domeniche a piedi o delle targhe alterne sono a volta addirittura paradossali. La “ superdomenica” sarà più o meno efficace, più o meno significativa, a seconda di quanti ulteriori comuni aderiranno, al di fuori delle aree tradizionali di stop. E lo sarà di più se comprenderà anche il problema delle emissioni di CO2 denunciate dall’Onu a Parigi e non solo di quelle di micropolveri. Si riproporrà dunque la discussione sulle deroghe, e sul senso che avrebbe l’esonero degli euro 4 che emettono poche polveri ma tanta CO2. Un bel blocco totale, come nel 74, ma questa volta non perché la benzina non arriva, ma perché siamo consapevoli di averne abusato. Al di là dei segnali e dei simboli, della giornata straordinaria un po’ festa e un po’ digiuno, c’è da riflettere seriamente sulle potenzialità della domenica. Un blocco del traffico tutte le domeniche non ridurrebbe di un settimo le emissioni, ma di quasi un decimo sì. Una percentuale tutt’latro che trascurabile.







