I punti del pacchetto
da La Stampa del 20.02.2007
20 February, 2007
<b>Trattenere il calore</b>
<i>Arrivano i contributi per coibentare le case</i>
Serve una rete di consulenti sul territorio
I decreti per l’uso più razionale dell’energia e per l’ambiente danno indicazioni positive, ma come fanno poi le famiglie a metterle in pratica a casa loro? Secondo Paolo Landi, presidente dell’associazione di consumatori Adiconsum, sarebbe necessario predisporre sul territorio delle strutture di consulenza pubbliche, distinte dalle reti commerciali delle imprese, dotate di tecnici che vanno nelle case, calcolano i costi e i benefici e suggeriscono come intervenire. In generale la prima cosa a cui provvedere per risparmiare energia sono i doppi vetri (quelli singoli disperdono moltissimo calore) dopodiché bisogna coibentare il tetto. Gli incentivi del decreto sono corposi e indurranno molte famiglie a ristrutturare le case in senso più favorevole all’ambiente, mentre secondo Confindustria le imprese colgono già tutte le occasioni di incentivazione per ristrutturare l’«involucro» delle loro attività, per cui non c’è da prevedere ora un’ulteriore corsa alle modifiche edilizie da parte delle aziende.
<b>Lotta ai mille sprechi</b>
<i>Cucine e forni? A gas E cambiare le caldaie</i>
L’acqua non va scaldata con l’elettricità
Un grosso errore quando si arreda la casa è scegliere cucine e forni elettrici, anziché a gas: così i consumi vengono a costare il triplo. Sono una pessima soluzione anche gli impianti elettrici per scaldare l’acqua, ancora diffusi soprattutto al Sud, dove invece sarebbero efficaci in alternativa gli apparecchi solari (stiamo parlando, qui, soltanto di produzione di calore, non ancora di elettricità da pannelli fotovoltaici). Sostituire le vecchie caldaie per il riscaldamento con caldaie a condensazione può far risparmiare oltre il 25 per cento sui consumi. Nei condomini, gli impianti di riscaldamento degli ambienti la cui gestione è più economica sono quelli centralizzati (in modo che la caldaia sia una sola) ma dotati di contabilizzatore individuale del calore (in modo che ognuno paghi la sua quota e non sprechi); se il palazzo è vecchio e l’impianto non si può modificare, l’Adiconsum suggerisce di installare dei contabilizzatori su ogni calorifero.
<b>Agro-carburanti</b>
<i>Nei nostri serbatoi saranno sempre di più</i>
Una spinta alla cogenerazione
L’Italia imbocca con decisione la strada degli agro-carburanti per i motori a scoppio, anche se c’è chi obietta che bruciare nelle auto le eccedenze agricole ha senso, ma il calcolo non torna più se ci si mette a coltivare apposta nei campi (con alto dispendio di energia) prodotti destinati alla combustione. Bene gli incentivi alla cogenerazione e quelli all’edilizia eco-compatibile, soprattutto in vista dello smaltimento delle macerie al momento della demolizione.
<b>Risparmi crescenti</b>
<i>Ma il frigo ecologico ha ancora poco appeal</i>
Una cosa da spiegare meglio al pubblico
Sulla questione dei «certificati bianchi» di risparmio energetico, Confindustria dà per scontato che il mercato si vivacizzerà notevolmente per chi pratica il cosiddetto «energy management». Invece resta un po’ debole il segnale che arriva al consumatore finale, per esempio quello che si trova a scegliere in negozio tra frigoriferi meno costosi ma che consumano di più e altri ad alta efficienza energetica il cui costo si può ammortizzare in tempi non troppo lunghi.
<b>Certificati verdi</b>
<i>Più sovvenzioni e rigore nel destinarle</i>
Basta con le «rinnovabili» fasulle
Per le energie rinnovabili non ci saranno soltanto maggiori incentivi (che ammonteranno a un miliardo e cinquecento milioni di euro all’anno) ma anche un sistema molto più rigoroso nella scelta di quelle da sostenere: il cosiddetto sistema «Cip6» non andrà più a finanziare (come succedeva) la combustione di scarti di lavorazione altamente inquinanti - un vero paradosso - verranno premiate solo le vere rinnovabili. Ci sarà un miliardo di euro per sostenere l’eco-industria.
<b>Un futuro di pannelli</b>
<i>Business redditizio per le famiglie</i>
Ma si rischiano effetti perversi in bolletta
Allo stato attuale della tecnologia i pannelli fotovoltaici per ricavare elettricità dal sole non sarebbero, per conto loro, economicamente competitivi, ma lo diventano grazie agli incentivi e in particolare al «conto energia» che permette ai privati di vendere il surplus di generazione alle compagnie. Fino a questo momento le famiglie ne hanno approfittato poco: a installare i pannelli sono stati soprattutto edifici pubblici come le scuole, a scopo (soprattutto) dimostrativo. Adesso con il decreto è logico attendersi un boom, ma l’organizzazione Adiconsum teme che venga pagato da un aumento generale delle bollette, visto che gli incentivi si scaricano (alla fine) sugli utenti; è un dubbio condiviso da Confindustria, visto che un cumulo di incentivi pari a 3 miliardi di euro, per una fonte di energia come quella solare che a regime fornirà solo lo 0,7 per cento del fabbisogno italiano, sono pari a metà della «penale nucleare» che abbiamo pagato in bolletta per vent’anni.
<b>New look in fabbrica</b>
<i>Motori elettrici super-tecnologici</i>
Un investimento che conviene
Secondo i calcoli di Confindustria saranno parecchie le aziende che approfitteranno degli incentivi del decreto sull’energia per dotarsi di motori elettrici tecnologicamente più avanzati: questo perché nell’intero ciclo di vita di queste macchine il prezzo dell’acquisto incide poco (mediamente per circa l’1%) mentre quasi tutto il costo dipende dall’energia consumata, sulla quale è possibile risparmiare moltissimo. Si tratta, tuttavia, di valutazioni sui grandi numeri: per avere delle indicazioni più puntuali sul parco-macchine nazionale l’associazione ha avviato un sondaggio fra le imprese associate. Va anche aggiunto che il ciclo di vita di una macchina è in media di dieci anni mentre i «business plan» si fanno su un triennio e ciò complica le analisi. Anche per questo Confindustria approva gli incentivi a comprare nuove macchine ma non vuole che cambiarle diventi un obbligo.







