Ataf vuole il petrolio del Venezuela
La presidente Tesi ha presentato la proposta a Malavé, parlamentare del governo di Caracas in visita a Firenze - da L'Espresso.it del 28.02.2007
01 March, 2007
<b>Marzio Fatucchi</B>
La richiesta: greggio scontato del 40% in cambio di tecnici
Se l´accordo andasse in porto il risparmio sarebbe di almeno due milioni La presidente Ataf Elisabetta Tesi ha chiesto al presidente Venezuelano Hugo Chavez gasolio a prezzo scontato, in cambio di tecnici ed esperti toscani. E´ lo stesso accordo fatto con il sindaco di Londra, Ken "il rosso" Livingstone, che ha portato ingenti risparmi per l´azienda di trasporto pubblico londinese. «Siamo qui per accordi come questo» assicura il senatore venezuelano Carlos Escarrà Malavè, ieri a Firenze per incontrare Tesi.
«Stavo già pensando di mettermi in contatto con il Venezuela dopo che ho letto dell´accordo di Livingstone» spiega Elisabetta Tesi, presidente di Ataf con un passato da consulente Ernst&Young ma anche ex cooperante per Legambiente a Cuba. Ad accelerare la richiesta è stata l´occasione della presenza ieri a Firenze di Carlos Escarrà Malavè, vicepresidente della commissione esteri del parlamento venezuelano, invitato dal presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini a parlare di partecipazione e democrazia. Dopo un fitto scambio di telefonate, arriva prima un pranzo di lavoro tra Tesi, Escarrà Malavè e Cruccolini, poi l´incontro con il vicesindaco Giuseppe Matulli. Un incontro dove è stato dato il via libera a lavorare sull´intesa: dall´Ataf partirà una lettera ufficiale al presidente venezualeano Hugo Chavez, si sta già organizzando un incontro tecnico per partire con il lavoro concreto.
«Un accordo come quello fatto a Londra con il sindaco Livingstone? E´ per questo motivo che siamo qui, è sicuro che questo accordo sia possibile. Stiamo costruendo un sistema socialista dove dignità e lotta alla povertà vadano di pari passo, e stiamo costruendo un processo di scambi e relazioni internazionali che sta toccando Argentina, Nicaragua, Cuba, ora Londra; relazioni che spesso bypassano i governi, per arrivare direttamente ai territori, ai Comuni. Accordi e relazioni non basati sul mercantilismo, fuori dal mercato, per una politica internazionale solidale, dove anche il petrolio può essere uno strumento. In questo caso, la relazione potrebbe essere direttamente con la città di Firenze» spiega il senatore venezuelano.
Dai paesi dove l´accordo è già attivo, in cambio del petrolio a prezzo scontato sono arrivati medici (Cuba), carne e scienziati (Argentina), ma anche allenatori sportivi, agronomi o tecnici (Londra), mentre il governo punta sull´università per sostituire, con i neo laureati, gli "ospiti". «Un accordo interessante, dove ognuno ha il "suo" petrolio: loro l´oro nero, noi il know how - commenta Matulli - e importante perché dicono di volere solidarietà, non un semplice scambio economico. E poi, l´America latina è un pezzo di Europa oltre oceano». Che l´accordo abbia prima di tutto una connotazione politica, lo dimostra il fatto che nella lettera di Chavez, si cita tra le ragioni di una intesa la «dichiarazione per rendere illegale la povertà» sottoscritta proprio a Firenze nel 2005.
Ataf spende 6milioni di euro per il gasolio l´anno, 1,9 di metano. Londra ha avuto un risparmio del 20 per cento sul prezzo, ma in alcuni casi lo sconto è arrivato anche al 40. «Per le aziende di trasporto è una grande opportunità, ma non solo per Firenze: proporrò di discutere questo accordo anche con le altre città italiane tramite l´Astra, l´associazione nazionale delle aziende pubbliche dei trasporti - dice Tesi - Il nostro interesse è di fare un patto, con la città di Firenze alle spalle, con il governo venezuelano: noi offriremo le nostre competenze per ottenere in cambio agevolazioni sull´acquisto del gasolio, sul modello londinese. Cerchiamo una solidarietà per un´azienda pubblica che, come tutte le altre, soffre dei costi sempre maggiori per il gasolio, proprio mentre la nostra politica tariffaria vuole agevolare le categorie più deboli. E comunque aiutare le nostre aziende significa sostenere le città nella lotta al traffico e all´inquinamento».







