Il digiuno dell\'auto cresce tra evangelici e cattolici tedeschi
L'iniziativa ha 10 anni di Guiomar Parada
04 March, 2007
L'iniziativa “digiuno dall’auto” compie 10 anni. Ed è merito della Chiesa Evangelica e della Chiesa Cattolica tedesche e austriache. Riguarda ovviamente i credenti e i praticanti e chiunque ritenga che la quaresima sia un momento per ripensare al proprio comportamento nel senso più largo. Il messaggio è chiaro: Autofasten – letteralmente “digiuno dall’auto" - non vuol dire stare seduti in macchina a mangiare gallette d'acqua, precisano con ironia i promotori, ma usare questo momento “per rivedere, riflettere e anche per cambiare il proprio comportamento in tema di mobilità".
L'iniziativa, partita in Germania dalla regione della Renania-Palatinato, si è estesa ormai a vari Länder tedeschi e in Austria. “Si tratta di ripensare al proprio stile di vita e, considerando l’attuale peso che esso ha sull’ambiente, di modificarlo”, dichiara il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, membro del Collegio dei Cardinali della Chiesa Cattolica e considerato, inoltre, “papabile”.
Quest'anno, proprio per le dimensioni che l’iniziativa ha acquisito, vede coinvolte in molte città e regioni non solo le diocesi ma anche le istituzioni locali e regionali, che oltre a sostenerla hanno previsto misure concrete. Per esempio, biciclette sorteggiate tra i partecipanti e pass scontati o gratuiti validi sui mezzi pubblici per tutto il periodo. Queste tessere, chiamate anche "tessere quaresimali", sono state a volte messe in palio, hanno un prezzo ridotto e in alcune regioni come la Renania-Palatinato, valgono la domenica e nei festivi per tutta la famiglia. Nella città di Treviri, oltre alla tessera gratuita, sono state messe a disposizione delle biciclette. Nel coro delle autorità ecclesiastiche e non - e sì, anche qualche compagnia di assicurazioni - che ha invitato i cittadini credenti e non ad aderire al "digiuno dall’auto" – spicca la voce del cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca e vescovo di Magonza, secondo il quale troppo spesso si fanno o si ignorano cose che danneggiano le altre persone e l'ambiente. "Il periodo di penitenza pasquale ci invita anche a ripensare al nostro stile di vita … Il digiuno dall’auto ci permette di dare un contributo personale al miglioramento del clima. La salvaguardia del Creato è un compito che riguarda tutti noi", ammonisce Lehmann.
Già, perché uno dei temi più ricordati quest'anno è la conservazione del Creato. Ne parlano anche le autorità evangeliche e cattoliche di Karlsruhe, che con il motto "meno è più" si sono unite all'Ente per la mobilità della città in nome della giustizia, della pace e la salvaguardia della Creazione. Così anche il decano cattolico Erhard Bechtold, per il quale la conservazione del Creato è prioritaria in quanto "fa parte della preistoria della Bibbia". Inoltre, se si considera, dice Bechtold, che il digiuno dall’auto contribuisce anche ad avere più spazi liberi e a migliorare la qualità della vita, cambia anche la visione corrente della quaresima come di qualcosa di "grigio".
"Gli oggetti della rinuncia non sono più oggi il cibo e il bere, ma quei comportamenti ai quali siamo attaccati e abituati … ma che non sono sempre obbligati o sensati", è l’opinione del vescovo evangelico luterano Herwig Sturm.
Un'altra buona ragione per il digiuno dall’auto menzionata nella presentazione dell'iniziativa è il risparmio energetico. "La rinuncia volontaria a utilizzare l'automobile fa risparmiare energia", ricorda la ministra per l'Ambiente della Renania-Palatinato, Margit Conrad.
In Austria, nel 2006, vi hanno partecipato circa 3.000 persone registrate o che hanno acquistato le tessere, 1.400 tra Magonza e Treviri, almeno 10.000 nei dieci anni, e per quest’anno gli organizzatori sono ottimisti.
Forse è ciò a suggerire la dura reazione dell’Automobil Club della Germania: “È assolutamente fuori luogo da parte della Chiesa discriminare gli automobilisti come se contribuissero a danneggiare l’ambiente”.
Da uno studio sugli effetti a lungo termine del digiuno dall’auto condotto dal coordinamento per questa campagna delle diocesi emerge un dato importante: tra chi ha “digiunato” negli ultimi anni, si registra una riduzione dell’uso dell’auto compresa tra il 9 per cento negli spostamenti per acquisti e il 37 per cento negli spostamenti del tempo libero. Tra i diversi mezzi di trasporto scelti dopo l’iniziativa, l’andare a piedi è aumentato del 29 per cento, la bicicletta del 32 per cento, i mezzi pubblici del 29 per cento, mentre la scelta dell’auto è diminuita del 25 per cento.
Curiosamente, l’iniziativa ha avuto un'eco relativamente scarsa sulla stampa di sinistra o verde. Eppure appare come un elemento importante tra le motivazioni che spingono le persone a "pensare verde" e, soprattutto, a comportarsi di conseguenza. Non motivati dunque solo dall’emergenza ambientale e dalla paura di un fosco futuro per i propri figli, ma anche dalla correttezza e dall’etica del proprio comportamento in quanto membri sì di una società complessa ma, soprattutto, individui che vivono nel Pianeta.
Le autorità ecclesiastiche hanno dimostrato con questa iniziativa per l’ambiente un serio impegno e anche creatività: per i credenti esitanti hanno anche previsto "la benedizione delle biciclette".







