Rottamazione, anche nel 2008 i grandi nomi vincono e brindano
Spettro calo di vendite - Commento di Paolo Hutter da Liberazione del 30.12.2007
31 December, 2007
Paolo Hutter
Alla fine i produttori e i venditori di automobili l'hanno spuntata e sono riusciti a ottenere che anche nel 2008 vengano incentivati gli acquisti di automobili. Ma al tempo stesso il governo, su pressione e iniziativa del Ministero dell'Ambiente ha accentuato alcuni criteri "ecologici" già contenuti nella rottamazione 2007 e altri ne ha introdotti. I titoli Fiat, alla notizia, sono subito aumentati.
Per capire che si è trattato di una lunga e sofferta anche se un po' sotterranea vertenza basti dire che il provvedimento era scomparso dalla finanziaria. Per due volte aveva rischiato di esserci ed era stato accantonato. Oltre alla resistenza dei Verdi c'era stata a un certo punto una inedita e decisa dichiarazione di Franceschini sul fatto che l'Italia ha già troppe automobili. Ma i timori di un calo delle vendite per il 2008 hanno fatto premio sulle altre considerazioni. E sono stati accompagnati dalla fiducia che il ricambio del parco auto, cioè il ringiovanimento medio delle auto in circolazione, faccia calare lo smog come forse in parte (ma bisogna ancora analizzare bene i dati) è avvenuto nel 2007.
Vediamo quali sono le novità e le caratteristiche della rottamazione 2008. Alcune, fondamentali almeno in linea di principio, sono ancora da precisare.
Per il secondo anno consecutivo il Ministero dell'Ambiente aveva chiesto di incentivare anche la rottamazione pura e semplice dei veicoli, senza acquisto di un veicolo nuovo. Per l'anno che si conclude era previsto un bonus per i mezzi pubblici, che è rimasto sulla carta. L'amministrazione statale non si è attrezzata per attuarlo e troppo scarsa è stata la domanda per metterla in moto. Per il 2008 Pecoraro avrebbe portato a casa un bonus di tre anni dei mezzi pubblici o pari a 800 euro per accedere al car sharing più, ovviamente, l'impegno a farlo sul serio. Si spera che il maggior incentivo spinga più gente a chiederlo e quindi ad attivare il meccanismo. Il tradizionale incentivo all'acquisto di auto nuova in cambio di rottamazione di auto vecchia è stato riproposto con alcuni nuovi filtri.
Di sicuro c'è un leggero abbassamento del bonus da 800 a 700 euro. Varrà solo per l'acquisto di auto che emettano meno di 140 grammi di CO2, se a benzina. Quindi per auto medio-piccole. Era già così nel 2007. Per le diesel il limite scende ulteriormente a 130 grammi. Ci sarebbe - ma è da confermare o smentire nel testo definitivo - un nuovo mini incentivo per auto più virtuose, ovvero 800 euro per quelle che consumano meno di 120 grammi di CO2. Avendo dovuto rassegnarsi alla distribuzione di bonus a chi acquista l'auto Pecoraro è riuscito però anche a inserire uno sperimentale "due per uno": se porti a rottamare due auto e ne compri una il bonus è di 1200 euro. Bisognerà vedere se serve ad aumentare il numero di vecchie auto rottamate.
Non è stata purtroppo mai in campo quella che a mio parere sarebbe stata la più equilibrata ed efficace opzione per cercare di diminuire il parco circolante, ovvero il bonus sociale "alla piemontese." La Regione Piemonte per un anno ha distribuito assegni di mille euro ai proprietari a basso reddito di vecchie auto portate a rottamare. Dovevano mostrare la dichiarazione dei redditi e la Regione non entrava nel merito se compravano o no un'auto nuova. Questa opzione però è stata considerata complessa e costosa a livello nazionale, mentre quella ormai solita dell'incentivo sull'acquisto viene considerata a costo zero o addirittura vantaggiosa per l'erario. Come? C'è stata una martellante campagna della lobby dell'auto per sostenere che le maggiori vendite di veicoli producono un aumento degli incassi Iva ben superiore alle uscite sostenute per finanziare gli sconti.
Non ho visto finora valutazioni indipendenti e complete su questo punto. Il mio sospetto è che i maggiori incassi Iva da automobili possano a loro volta assorbire minori incassi da altri beni o prodotti. C'è poi tutto il capitolo dei vagoni da comprare per i treni pendolari. Ma restando nel campo automobili è ora che i conti li facciamo noi e non li lasciamo fare solo alle case automobilistiche. Polveri sottili, emissioni di CO2, soldi dello Stato non dovrebbero essere concetti del tutto opinabili ma dati confrontati. Occorre un osservatorio pubblico e aggiornato in tempo reale.







