Lo dico subito: sono favorevole alle pale eoliche, senza se e senza ma
Ma in ambito mediatico e in quello politico la faccenda sta prendendo una brutta piega. Intervento di Andrea Agostini, Legambiente Genova, 25.03.2008
26 March, 2008
<b>A - Servono le pale eoliche ? </B>
A mio giudizio no, o meglio servono in generale e molto, ma nella maniera in cui la questione è stata posta, no.
In Liguria siamo in presenza di una sovrabbondanza di produzione energetica, esportiamo elettricità e ci teniamo i fumi e quanto altro, ma la esportano i grandi gruppi industriali, ergo la Liguria non ci guadagna proprio niente perche' i soldi vanno all'Enel, alla Cir e non ci sono ricadute significative se non quelle ambientali - negative - ed occupazionali - molto limitate e facilmente riconvertibili in caso di investimenti sulle rinnovabili.
<b>B - Ma le navi... l'inquinamento…</B>Anche questa è una favola. Le navi potrebbero essere rifornite già ora dalla centrale in porto che basta e avanza per il fabbisogno e i numeri di 8.000 utenti fanno ridere se rapportati ai consumi delle navi e delle industrie portuali che sono orrendamente energivore. Oltretutto parliamo di un impianto che ci vorranno anni per vedere operativo - se mai lo vedremo -. E nel frattempo ? Nel frattempo un bel nulla.
<b>C - E i soldi? I soldi chi ce li mette? </B> Ma al solito il pubblico, gli enti locali, l'Autorità portuale che gentilmente favoriscono l'Enel con i nostri soldi.
<b>D - E chi paga?</b> Noi ovviamente , perchè la bolletta da pale eoliche e da centrali a carbone la paghiamo noi, compresi incentivi e costi aggiuntivi, perchè è chiaro l'Enel non regala nulla.... nemmeno la chiusura della centrale in porto.
<b>F - E la costruzione del progetto?</b> Ah, quello è un capolavoro, mentre con Piano e il Waterfront i presidenti di regione comune e provincia sono andati tutti insieme nello studio dell'architetto (e i risultati li abbiamo visti, tutto fermo). Stavolta il presidente Burlando ha superato se stesso. Ha fatto un accordo con l'Enel senza dire niente agli altri enti, senza interpellare le industrie e meno che meno gli abitanti delle zone interessate. In Francia, la Francia della destra al potere hanno fatto una legge apposta per evitare questi accordi tra "amici" , in Italia no, in Liguria il governo di Centro Sinistra non ci pensa proprio. Chissa' perchè.
<b>G - poi c'è l'impatto, l'impatto visivo, acustico, ambientale</B>
E anche qui si fa una cosa tarroccata, ci comunicano che la regione ha appena smantellato due pale eoliche per ruggine. Erano messe li per studiare insieme all'università le questioni tecniche e di impatto ( nessun dato è pervenuto ). Ora se la regione fa marcire le pale messe su con l'universita' per promuovere uno studio ( mai fatto ) . Su cosa si basano i discorsi di Burlando ? Ma che diamine: sugli affari! Al diavolo il resto. Perche' si, la questione è un grande affare, un impianto a spese del pubblico gestito da una spa con interessi privati.
<b>H – E le alternative? </B> Ma certo le alternative. Se la smettessimo di pensare col chiodo fisso degli affari per gli amici forse potremmo anche fare le cose per bene. Detto della legge francese ( che la regione Liguria ha gia' nel cassetto e che basterebbe un mese per approvare ). Le alternative sono tante e corpose. Anziche' proporre cattedrali nel deserto, grandi impianti che necessitano di investimenti costosi e nella disponibilità di grandi imprese si potrebbe favorire l'imprenditoria privata e l'artigianato ligure con leggi ad hoc che promuovano un'obbligo di energie rinnovabili per tutte le nuove costruzioni, le ristrutturazioni e altro. Se i tedeschi sono in grado di costruire case ad Amburgo con certificazione di temperature a 8 gradi di minimo (in pieno inverno), noi potremmo presentare un piano energetico e un regolamento edilizio come quello di Barcellona ed ecco che industrie, artigiani, installatori e operatori vari andrebbero ad ingrossare le fila degli occupati in un brand che in tutto il mondo sta " tirando" in maniera rilevantissima, ma e qui è il bello, metteremo anche tutti i cittadini e gli imprenditori nella possibilità di prodursi l'energia necessaria senza sborsare quattrini alle grandi imprese, senza inquinare, con un livello di efficienza energetica ottimale. Ecco che i soldi del pubblico (i nostri) darebbero occupazione, soldi in ricaduta locale, ambiente sano per tutti.
Ma si sa , questo in una regione ad alto tasso di cementificazione e tossicità ambientale è un'utopia.
O forse no?







