Proposte di integrazioni al Dossier di candidatura, settembre 2007
03 April, 2008
Capitolo 1, ultima frase da aggiungere a pag 2, nell'introduzione:
“L'Expo dovrà lasciare Milano e il Mondo più belli di prima. Il progetto Expo a Milano è l'occasione per testimoniare un nuovo sviluppo urbano capace di:
 minimizzare il consumo di risorse energetiche e territoriali, con l'edificazione di tutte le infrastrutture necessarie ad un nuovo quartiere urbano senz'auto e dotato di edilizia residenziale passiva;
 e valorizzare il territorio che circonda l'area metropolitana, assegnando alle aziende agricole non solo la produzione di alimenti, ma anche la manutenzione e tutela del territorio, la biodiversità, la produzione di bioprodotti, l'ospitalità e la fruizione.
L'impatto climatico dell'evento si prevede completamente compensato da interventi domestici e internazionali. Contemporaneamente un nuovo bel quartiere cittadino potrà nascere compensato da interventi di tutela e valorizzazione su un territorio ben maggiore. Un esempio di eccellenza per un pianeta che dovrà conciliare la continua crescita delle aree urbane con la produzione di alimenti e la salvaguardia del territorio. Il modello di una città in pace con la campagna.”
Capitolo 2, Motivazioni internazionali, (credo nella seconda pagina, dopo la frase:
“E' una occasione di cambiamento e sviluppo urbano unica e irrepetibile...
aggiungere:
“... che Milano intende sfruttare per creare un nuovo quartiere modello di città sostenibile.”
Capitolo dove si parla delle istituzioni e delle partnership: aggiungere la partenership con Legambiente
“Legambiente, associazione ambientalista riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente, prima in Italia per diffusione territoriale, è partner di Milano Expo 2015, al fine di caratterizzare, sin dalla fase progettuale, secondo criteri di sostenibilità sia il progetto infrastrutturale che i contenuti dell'evento. Legambiente inoltre, proprio a Milano, con l'Istituto di Ricerca Ambiente Italia e con la propria Fondazione Legambiente Innovazione, partecipa alla promozione delle innovazioni tecnologiche, di gestione e di sistema sulla sostenibilità: dal 2003 l'associazione promuove, con la Regione e le Università milanesi il Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente, principale premio di settore in Italia e in Europa.”
Capitolo 8, Trasporti: a pagina 28, tra le nuove infrastrutture ferroviarie previste, aggiungere:
“Una nuova fermata del Passante Ferroviario, collocata a sud del nuovo quartiere dell'Expo, con un parcheggio (auto e biciclette) e accessi carrabili, pedonabili e ciclabili a sud ovest con il nuovo quartiere del personale, a sud con la parte terminale del Cimitero Maggiore.”
Dove si parla dei parcheggi:
“I parcheggi di prossimità alle stazioni della metropolitana e della nuova stazione del passante (con spazi per biciclette, veicoli in car sharing e automobili) saranno messi al servizio del nuovo quartiere e dei pendolari provenienti dai comuni della Provincia di Milano.”
A pag. 33, dove si parla di 40 mila alberi:
“Verde di mitigazione ambientale
Possono essere previste, all'interno del recinto espositivo, l'impianto di circa 40.000 tra alberi e arbusti, impegnando una superficie non inferiore ad un terzo di quella complessiva del sedime espositivo stesso, ricorrendo alla tecnica del 'preverdissement', ovvero la realizzazione degli spazi verdi sarà anteposta a quella dei manufatti e degli edifici, così da poter esibire, già al momento dell'Expo, e ancor più al momento dell'insediamento delle residenze, un habitus forestale assai più decoroso della matrice periurbana che attualmente caratterizza i contorni dell'area.”
Considerazioni:
Destino finale del quartiere expo sarà quello di divenire residenziale e, considerata la collocazione, esso potrà essere valorizzato grazie alla costituzione, all'interno del recinto dell'expo stesso, di una cortina forestale che limiti l'interferenza delle infrastrutture (stradali, ferroviarie, industriali) poste esternamente e a ridosso del sedime espositivo. Il risultato sarà reso particolarmente efficace dal ricorso a tecniche di forestazione urbana secondo il principio, già diffuso in altri Paesi europei ma per nulla in Italia, del cosiddetto 'preverdissement'. A tale scopo gli interventi forestali di piantagione dovranno essere predisposti e realizzati entro il 2008 o, al più tardi, la primavera 2009. I progetti edilizi definitivi che prenderanno il posto dei padiglioni temporanei dell'expo saranno progettati e realizzati in modo da non interferire con le geometrie del verde forestale già realizzato. Le densità di impianto, da realizzare con tecniche di forestazione naturalistica e limitando al minimo indispensabile il ricorso al cosiddetto 'pronto effetto', prevederà il ricorso a postime forestale di specie rigorosamente autoctone, arboree ed arbustive, per una densità compresa tra 1000 e 1500 piantine per ettaro.
e poi, a proposito di interventi sulle vie d'acqua:
“Per non interferire con la delicata trama in costante equilibrio con le acque di sottosuolo che hanno avuto un così grande ruolo nello sviluppo e nella crescita della prosperità della città di Milano, gli interventi previsti, non si proporranno nuove vie d'acqua, bensì il ripristino della fitta rete di canalizzazioni e rogge, alimentate da centinaia di 'fontanili' (opere, spesso monumentali, di captazione delle acque di risorgiva e del sottosuolo) e la rete principale dei derivatori del canale Villoresi, proveniente dal fiume Ticino. L'intervento di area vasta, così come prospettato, servirà a dare nuova vita e splendore a questa fittissima rete di vie d'acqua, rendendola disponibile alla fruizione oltre che al tradizionale uso irriguo. Per completare la valorizzazione di questa via d'acqua, alcune ex-cave verranno fatte oggetto di interventi di recupero al fine di ricavarne spazi da riservare alla salvaguardia della vita selvatica e/o alla fruizione ludico-ricreativa.
Considerazioni:
L'area oggetto dell'intervento di compensazione ecologica e destinata, come descritto, a diventare parco della cintura ovest di Milano, è anche caratterizzata da una ricorrenza dell'elemento acqua, regimata nell'arco di un millennio di pratiche agricole. Essa inoltre è delimitata a sud dal Naviglio Grande, canale a suo tempo progettato per la navigazione commerciale tra il lago Maggiore (nei cui pressi si trovavano anche le cave di marmo usate per l'edificazione del duomo di Milano) e il capoluogo lombardo.
Qui infatti esiste una maglia estremamente fitta di canalizzazioni e rogge, alimentate da centinaia di 'fontanili' (opere, spesso monumentali, di captazione delle acque di risorgiva e del sottosuolo), i quali davano vita alla tipica conduzione della 'marcita' (prato polifita irrigato per immersione con acque che, essendo di sottosuolo, conservano una temperatura costante e quindi consentono la fienagione anche nel corso della stagione fredda) a cui si è sovrapposta, nel XIX secolo, la rete dei derivatori del canale Villoresi, proveniente dal fiume Ticino: un'opera di notevole rilevanza monumentale che conserva manufatti di regolazione – realizzati prevalentemente con il tipico mattone di argilla cotta – di grande pregio e valore testimoniale.
Capitolo 9, Descrizione delle strutture dell'Expo (oppure nel capitolo 15 sull'ambiente) a proposito dei padiglioni espositivi del Comune di Milano:
“I nuovi padiglioni espositivi, nati per servire in futuro il nuovo quartiere modello di Milano, dovranno rispondere alla classe energetica più alta (classe A) e tendere ad essere alimentati completamente con il ricorso ad energie rinnovabili (solare, geotermico, biogas e biocombustibili). Richiedendo invece all'edilizia residenziale che poi vi sorgerà i criteri di “edifici passivi”.”
Capitolo 12, Ricettività, dove si parla dell' Eco-villaggio degli operatori dell'Expo, aggiungere:
“I criteri edilizi del nuovo quartiere intendono cogliere la nuova sfida che si propone l'”Action Plan per l'Efficienza Energetica dell'Unione Europea”, datato ottobre 2006 e approvato dalla Commissione nel dicembre successivo: quello di raggiungere entro il 2015 il target di consumi energetici dell'edilizia residenziale passiva, cioè 1,5 litri di consumo di petrolio a metro quadro all'anno.
Il nuovo Eco-villaggio dovrà inoltre essere dotato delle infrastrutture di trasporto pubblico e di collegamenti ciclabili e pedonali al suo interno e con i quartieri confinanti (compreso il quartiere dell'Expo) al fine di sperimentare e prefigurare anche il futuro quartiere residenziale lasciato in eredità dall'Expo.”
Considerazioni:
L'”Action Plan per l'Efficienza Energetica dell'Unione Europea” presentato nell'ottobre 2006 e approvato dalla Commissione nel dicembre 2006, delinea i piani della Commissione per l'espansione della portata della Direttiva sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici nel 2009 e l'inserimento di target minimi per i nuovi edifici con l'obiettivo di raggiungere il livello della casa passiva a partire dal 2015 (definito come Obiettivo 2 del documento).
E' concretamente possibile raggiungere l'obiettivo lanciato nell'Action Plan 2006 di costruire esclusivamente case passive entro 8 anni? A parte di citati casi dei quartieri di Friburgo e di Londra, il Comune di Parma ha recentemente lanciato con l'accordo della proprietà un piano di lottizzazione totalmente in classe energetica “A”. Londra prevede di edificare con criteri di edilizia passiva l'intero villaggio olimpico: in questo modo diviene possibile l'autosufficienza energetica con il ricorso esclusivo alle fonti rinnovabili. Oggi in Europa (Germania, Austria, Svezia) si contano un migliaio di edifici che rientrano nei criteri di “case passive”, qualche decina anche in Italia (in particolare in Alto Adige).
Dove si parla della ricettività turistica diffusa, aggiungere:
“Sarà approntato un apposito piano di valorizzazione delle aziende agricole della città e della Provincia di Milano, concordato con le associazioni agricole, con i necessari finanziamenti per la formazione e gli interventi, al fine di renderli idonei all'accoglienza turistica, ed aumentare considerevolmente la disponibilità di posti letto anche per il futuro turismo milanese.”
Dove si parla della qualità e dei prezzi dell'accoglienza:
“L'Expo e gli altri eventi di Fiera Milano saranno l'occasione per promuovere forme di label turistico ecologico (sia a riconoscimento comunitario, come l'Ecolabel, che volontario) e indirizzare l'accoglienza verso infrastrutture alberghiere o di ospitalità certificate.”
capitolo 15, Ambiente, (o meglio al successivo sul Clima), aggiungere a proposito di misure compensative:
“Verde di compensazione ecologica e Parco Agricolo Sud Milano.
L'Expo 2015 si propone di compensare le emissioni climalteranti provocate dalla fase costruttiva e gestionale dell'evento nell'ambito dell'area del sedime, con interventi di forestazione (prevalentemente in Italia) e di trasferimento tecnologico (soprattutto all'estero). Verrà a tal fine elaborata una stima delle emissioni ed una lista completa degli interventi mitigativi.
Per quanto riguarda la compensazione forestale in Provincia di Milano ci si potrà proporre di ricostruire l'arredo rurale di una vasta area, indicativamente di estensione pari a 1000 ettari, che funga da collante verde tra la cintura urbana ovest di Milano con i suoi grandi parchi (Boscoincittà, Parco delle Cave, Parco di Trenno, Parco dei Fontanili di Rho) e i comuni della prima cintura, anche allo scopo di compensare gli impatti che inevitabilmente l'Expo determinerà su questi territori esterni al perimetro amministrativo milanese. Arredare la campagna ad ovest di Milano significa consolidare gli spazi delle aziende agricole che vi operano e ripristinare gli elementi del tradizionale paesaggio rurale, qui particolarmente ricco di fontanili, cavi irrigui, siepi.”
Considerazioni:
Oltre al verde di mitigazione ambientale, che si considera strettamente funzionale alla qualità e alla vivibilità degli spazi espositivi e delle loro successive destinazioni, si considera 'verde di compensazione ecologica' quello necessario a compensare gli impatti territoriali complessivi che le opere dell'expo, nonchè quelle ad esso connesse, determineranno sull'assetto del contesto territoriale, attualmente caratterizzato da una pregevole e in molti casi ben conservata matrice agricola in diretto contatto con il 'core' metropolitano. Gran parte delle aree circostanti l'expo sono infatti ricomprese all'interno del Parco Agricolo Sud Milano, una esperienza di conservazione paesaggistico-ambientale unica nel panorama europeo, ma che tarda ancora ad esprimere le sue potenzialità. L'expo diverrà occasione di sintesi delle opportunità finora solo parzialmente espresse dal Parco Agricolo Sud Milano, il quale offre anche una occasione rilevantissima di riflessione sul ruolo dell'agricoltura periurbana: a differenza di molte altre capitali europee, che nel corso degli ultimi due secoli di sviluppo urbano hanno riscoperto l'importanza dei parchi e dei giardini forestali di cintura (dal Bois de Boulogne a Parigi al Wiener Wald di Vienna, dall'Englischer Garten di Monaco alla cintura forestale di Bruxelles), Milano è fortemente caratterizzata dalla sua matrice agricola produttiva, descritta ed esaltata da molti celebri viaggiatori europei dei secoli passati e dagli stessi Carlo Cattaneo e Alessandro Manzoni, figure di grande riferimento culturale milanese. Una struttura rurale frutto di una plurisecolare sedimentazione tecnologica, terreno di sperimentazione e innovazione (in particolare nelle tecniche irrigue) per lo stesso Leonardo da Vinci, sopravvissuta fino ai giorni nostri in virtù della solidità imprenditoriale delle aziende agricole, ma che oggi guarda con crescente preoccupazione al futuro, alle regole del mercato agroalimentare globalizzato, al venir meno di incentivi e sostegni che per decenni hanno retto la sostenibilità economica dell'agricoltura Europea, e infine alla crescente domanda di spazi ad uso della città che inevitabilmente entra in conflitto con le esigenze della conduzione agricola dei fondi. Nell'eredità di una expo dedicata ai temi alimentari, è del tutto coerente che si riaffermi il ruolo dell'agricoltura periurbana, la cui funzione sia quella di produrre materie prime destinate alla trasformazione alimentare di qualità, in primo luogo attraverso la riscoperta dei mercati di prossimità, ma che si arricchisca dei valori paesaggistici, culturali, ambientali e naturalistici, e anche ludico-ricreativi che devono ridefinire il significato del 'contado' di una città come Milano. L'intervento previsto ipotizza un ricorso sia alla acquisizione di proprietà fondiaria pubblica, sia ad accordi con le proprietà, in ogni caso assicurando che la coltivazione dei fondi resti affidata agli attuali conduttori, realizzandovi interventi secondo tecniche naturalistico-forestali che determinino l'impianto di boschi, siepi alberate, filari su una superficie ad un quinto del comparto, ovvero 200 ettari, corrispondenti all'impianto di circa 250.000 piantine forestali (alberi e arbusti), quale azione di compensazione ecologica ad elevato valore aggiunto ecologico, climatico e fruizionale.
capitolo 16, Clima, aggiungere tra gli interventi in situ da prevedere:
“Al fine di garantire all'Expo, e in prospettiva alla Fiera e al futuro quartiere, un sufficiente contributo di energia elettrica di origine rinnovabile, si prevede di dotare quanto prima tutte le del futuro Expo di pannelli fotovoltaici. A questo fine si intende usufruire dei contributi previsti dal “conto energia”, come definiti dalla legge.”
Considerazioni:
Perché non coinvolgere Fiera Milano e impegnare le superfici coperte degli attuali padiglioni, tali da costituire nell'insieme la più grande centrale fotovoltaica italiana (e probabilmente europea). Sarebbe per loro un investimento certamente redditizio a medio termine (con il conto energia).
A proposito di meccanismi compensativi delle emissioni di gas serra:
Gli interventi di forestazione realizzati a scopi di mitigazione e compensazione in sito (ovvero nell'area milanese a vario titolo interessata dalle opere dell'Expo) entreranno nella contabilità del carbonio relativa ai costi ambientali, e in primo luogo agli impatti climatici, dell'Expo (entro i quindici anni dall'impianto, i circa 250 ettari previsti di nuova foresta avranno assorbito, per il loro sviluppo vegetativo, una quantità pari a circa 160.000 tonnellate di CO2)
Capitolo 21, L'eredità dell'Expo, aggiungere:
“Il nuovo quartiere residenziale, popolato con attività terziarie, indotte anche dalla presenza della Fiera, conserverà le infrastrutture di trasporto e di servizi al fine di poter conservare la sua caratteristica di primo grande quartiere urbano senz'auto e con abitazioni con i criteri di edilizia passiva.”
dove c'è la tabella sulle destinazioni dei padiglioni post Expo, prevedere anche:
“scuole primarie, scuole secondarie e altri servizi di quartiere”.
Suggestione da inserire dove e come opportuno:
“Il recupero del Castellazzo di Bollate come sede di iniziative legate all'Expo e da lasciare in eredità.”
Considerazioni:
L'evento dell'expo sarà per Milano anche l'opportunità per intervenire su alcuni luoghi di enorme valore culturale. Se le monumentali cascine lombarde, ancora oggi disseminate nella fertile pianura irrigua, potranno conoscere un 'rinascimento' attraverso la scoperta delle nuove vocazioni dell'agricoltura (turistiche, culturali, ludico-ricreative e di trasformazione artigianale dei prodotti agricoli), esiste a breve distanza dalla sede espositiva uno dei più grandi e rilevanti complessi monumentali della Lombardia, purtroppo da oltre mezzo secolo consegnato all'abbandono: si tratta del cosiddetto 'Castellazzo' di Bollate, un complesso unitario formato dalla villa Arconati, dal suo parco, dai viali prospettici e dalle annesse corti rustiche. L'importanza e la bellezza di questo complesso hanno portato molti ad identificare nel Castellazzo la 'piccola Versailles lombarda'. Grazie all'expo sarà possibile restituire alla comunità milanese e lombarda questo ingente patrimonio, attraverso un progetto articolato di ristrutturazione e rifunzionalizzazione da condurre con il contributo di privati che già nel recente passato si sono detti disposti ad investirvi. Nella preparazione e nel corso dell'expo il Castellazzo potrà essere adibito a sede di rappresentanza del BIE nonché agli uffici dell'Expo







