“Pronti alla galera se ci scavalcano”
Aumenta la tensione in provincia - da La Stampa del 22.05.2008
22 May, 2008
Il sindaco di Serre paventa «l’insurrezione». E’ preoccupato, memore di quanto accaduto nelle scorse settimane, nei mesi più caldi. Appena è finita la conferenza stampa del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da Napoli cominciano a filtrare le indiscrezioni.
E lui, Palmiro Cornetta - già protagonista della protesta contro la discarica di Valle della Masseria, che poi costò il posto all’allora commissario straordinario Guido Bertolaso, su impuntatura dell’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio - riconferma la sua opposizione. Una opposizione durissima, senza sconti: «Nei giorni scorsi avevo avuto rassicurazioni dal commissario De Gennaro che Serre non sarebbe stata inserita nei nuovi piani di apertura di discariche. Ma se davvero vogliono aprire Valle della Masseria, in centinaia, in migliaia andremo a ripopolare le carceri. Possono esserne certi Berlusconi e Bertolaso. Abbiamo già dato con la discarica di Macchia Soprana, l’alternativa decisa e poi realizzata a quella di Valle della Masseria. Poi, ad Eboli, a Coda di Volpe, poco distante da Serre, c’è già il sito di stoccaggio di ecoballe. Quella di Berlusconi e Bertolaso è prova di un accanimento nei nostri confronti. Non lo meritiamo e non l’accetteremo».
Era scontato che l’annuncio dell’ apertura di nuove discariche e della costruzione di nuovi inceneritori, avrebbe provocato le reazioni delle popolazioni locali. Anche le misure repressive annunciate non sembrano sortire l’effetto di deterrenza. Anzi, c’è una sfida, da questo punto di vista. Da Chiaiano, Napoli, che oggi terrà l’ennesima assemblea di mobilitazione, arriva la bocciatura: «Nessuno si tirerà indietro. Ci difenderemo. Se volevano spaventare qualcuno - dice Ivo, del Comitato di lotta - l’hanno solo fatto arrabbiare di più».
Persino Rosetta Sproviero, la «pasionaria» di Marapoti, il piccolo paesino in provincia di Salerno che l’estate del 2004 tagliò l’Italia in due, occupando i binari delle Ferrovie, dice che «lo rifarebbe ancora». E Carla Ruggiero, che partecipò alle proteste di Giugliano per Taverna del Re (l’immenso cimitero di ecoballe), è sulla stessa linea degli altri: «Se verranno assunte decisioni sbagliate noi non ci fermeremo, anche a costo di farci arrestare».
Le prime reazioni non sono tranquillizzanti. Anche se prevedibili e messe in conto, tant’è che proprio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per motivare la «segretezza» dei siti dove saranno aperte le discariche, ha spiegato che questo serve per consentire alle forze di polizia e all’esercito di prendere possesso delle aree prima che siano occupate dai manifestanti.
Naturalmente, il governo porta a casa il consenso sia del governatore della Campania, Antonio Bassolino, che del sindaco di Napoli, Rosetta Iervolino. Anche sulle decisioni sui termovalorizzatori. Che sono diventati quattro, con la novità di Napoli («era nel mio programma elettorale», chiosa il sindaco Iervolino). Che non piace all’ex senatore di Rifondazione comunista, Tommaso Sodano, paladino delle proteste contro l’inceneritore di Acerra. Dice adesso Sodano: «E’ una follia costruire quattro inceneritori. Berlusconi ricomincia da dove aveva interrotto. Vuole favorire l’Impregilo...».







