Legambiente, città fanno alzare le temperature di 2 gradi
da La Stampa del 25.06.2008
26 June, 2008
Se negli ultimi 50 anni la temperatura media annuale è aumentata di 1,4 gradi su tutto il territorio nazionale, nelle aree urbane è cresciuta fino a 2 gradi sopra quella delle zone circostanti, con differenze speso assai marcate tra centro città e zone extra-urbane.
È quanto evidenzia Legambiente in merito all’allarme caldo sottolineando che «queste temperature sono generate sia da fenomeni naturali che innaturali. Traffico, cemento, asfalto, condizionatori accesi e mancanza di verde contribuiscono infatti a rendere più acuta l’emergenza climatica e creano nelle aree urbane il fenomeno della cosiddetta “isola di calore”: la concentrazione di ingorghi e di alti consumi energetici uniti all’estensione della superficie antropizzata, dell’asfalto e dei muri fa sì che le città immagazzinino caldo, lo restituiscano all’ambiente e facciano arrivare il termometro generalmente almeno due gradi più su rispetto alle aree rurali».
Secondo Legambiente «il caldo in città si combatte anche preservando e incrementando le aree verdi e gli spazi rimasti liberi dall’edificazione; piantando migliaia di alberi che producono un positivo effetto sia come ombra che nel ciclo atmosferico; stabilendo indici di permeabilità minima per tutti gli interventi di trasformazione del territorio; rinaturalizzando aree asfaltate, parcheggi, corsi d’acqua intubati, come si sta facendo nelle principali città europee».
«Altri interventi importanti sono quelli relativi alla riqualificazione del patrimonio edilizio per avere case che assorbano meno le radiazioni solari - sottolinea l’associazione ambientalista -: perchè ben isolate e orientate, fatte con colori e materiali termorepellenti, che valorizzino gli apporti naturali della ventilazione, delle ombre e dell’acqua, che utilizzino le fonti rinnovabili per i fabbisogni elettrici, di riscaldamento e raffrescamento (pannelli solari fotovoltaici e termici, sonde geotermiche, biomasse, minieolico, ecc.). Infine, e non solo per ridurre il caldo, sarebbe indispensabile anche ridurre la domanda di mobilità privata puntando su un sistema di trasporto pubblico integrato e efficiente, su una rete continua di percorsi pedonali e ciclabili, su sistemi di gestione della domanda come il car sharing e il car pooling».







