DL incentivi
Legambiente: “Incentivi minimali, pericolosissima la deregulation sulla casa. I lavori fai da te mettono a rischio gli edifici e sono un volano per il lavoro in nero”. “Le Regioni intervengano per fermare l’applicazione del provvedimento” - Comunicato stampa di Legambiente del 19.03.2010
22 March, 2010
“A fronte di un dl incentivi assolutamente minimale nei confronti di energia e eco-edilizia assistiamo a una scelta incomprensibile da parte del Governo che rischia di mettere in pericolo il parco edilizio italiano, già di per sé esposto a gravi problemi statici e sismici”. E’ questo il commento di Legambiente al dl incentivi approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
“Come segnale per il settore, sarebbe stato meglio impegnarsi nel prorogare gli incentivi del 55% per il risparmio energetico e il solare termico, che scadono nel 2010. Uno sconto di qualche migliaio di Euro per acquistare una casa – come quello approvato oggi dal Governo - ha, infatti, pochissimo senso, soprattutto se si considera che gli edifici con queste caratteristiche sono rarissimi”.
Ma Legambiente concentra la propria attenzione soprattutto sulla norma “casa” entrata fuori sacco, ritenendo assurdo permettere a chiunque di iniziare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nella propria casa senza un progetto, senza informare il Comune, senza un’impresa che si assuma la responsabilità dei lavori.
“Questa indicazione avrà come unico effetto di incrementare il lavoro nero e aumentare i contenziosi condominiali – ha aggiunto Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente. Ma non solo: chi abita in un palazzo, infatti, non potrà sapere nulla dei lavori che si stanno facendo al piano di sotto o nell’appartamento accanto, né avere alcuna certezza che veramente non si stiano toccando parti strutturali dell’edificio, visto che a garantire sarà semplicemente il proprietario di casa”.
“In pratica verranno licenziati architetti e ingegneri e messe fuori mercato le imprese in regola - ha proseguito Zanchini -. E’ incredibile quanto in fretta si dimentichino le tragedie italiane, gli edifici crollati per colpa di lavori interni, mai comunicati agli altri condomini, le tragedie dei terremoti e del dissesto idrogeologico. Invece di introdurre finalmente il libretto del fabbricato per avere certezza della statica e manutenzione dell’edificio, invece di spingere sulla riqualificazione statica e energetica, invece di coinvolgere in questa direzione architetti, ingegneri, imprese, con questo provvedimento si introduce una deregulation dannosa per il settore e pericolosissima per la sicurezza degli edifici”.
Legambiente chiede alle Regioni di impedire l’attuazione di questo provvedimento nei propri territori, lasciando l’obbligo della DIA per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e favorire il recupero edilizio con semplificazioni vere per tutti gli interventi di messa in sicurezza e miglioramento energetico.







