L’energia elettrica è sempre più verde
Per la prima volta nel nostro Paese la produzione di energia “pulita” pareggia il fabbisogno energetico delle famiglie. Nel fotovoltaico l’Italia è seconda al mondo dopo la Germania – da Terra del 18.07.2010
19 July, 2010
Federico Tulli
La produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia non conosce la crisi. Per la prima volta, nel 2009, è giunta a coprire l’intero consumo di energia elettrica delle famiglie. Inoltre, nonostante la produzione tradizionale di elettricità sia diminuita dell’8,3 per cento, l’energia verde ha continuato a
correre segnando un più 19,2 per cento rispetto al 2008, quando copriva fino all’85 per cento dei consumi casalinghi. È quanto emerge da un’indagine dell’ufficio studi della Confartigianato, secondo la quale nel 2009 sono stati prodotti in energia pulita 69.330 Gw, vale a dire il 100,6 per cento di quelli consumati delle famiglie, che ammontano a 68.924 Gw. La stessa indagine si è poi concentrata sull’andamento del mercato fotovoltaico: in quanto a potenza installata nell’anno 2009 l’Italia è risultata la seconda nazione al mondo dopo la Germania. Su scala nazionale, spetta alla Puglia il primato della maggior produzione di elettricità da solare, seguita da Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte. Ed è sempre la Puglia la regione che lo scorso anno ha più incrementato la produzione da impianti fotovoltaici, con 72 gigawattora in più pari ad oltre un terzo dell’intera crescita (37,3 per cento), seguita dalla Lombardia e dal Piemonte. Non solo: nel confronto internazionale la piccola Puglia batte addirittura il gigante Cina per potenza di impianti solari installati, 161 mw contro i 160 cinesi. Ma, come detto, è l’Italia stessa a occupare una posizione di primissimo piano sul fronte dei pannelli solari. Sulla base dei dati 2009 dell’European photovoltaic industry association (Epia), il nostro Paese - con il 9,9 per cento della potenza installa-ta nell’anno - si è posizionato alle spalle della sola Germania che copre il 51,6 per cento del mercato mondiale. Un risultato che si deve ai progressi registrati specie nel Mezzogiorno e al Centro Nord. Da sole queste due aree del nostro Paese ricoprono entrambe una posizione di rilievo nel mercato mondiale collocandosi, rispettivamente, al quarto e al sesto posto della classifica: i 422 Mw del Centro Nord sono pari al 5,7 per cento del mercato mondiale; i 289 Mw installati nel Mezzogiorno, sono pari al 3,9 per cento del mercato mondiale, e valgono la potenza installata in Francia, Spagna e Portogallo messi insieme. L’energia verde, nota Confartigianato, è anche fonte di occupazione e ottimo traino di ripresa. Nel primo trimestre 2010, anche dopo un anno di forte recessione, il settore delle imprese potenzialmente interessate alle fonti rinnovabili registra una crescita del 2,7 per cento, più accentuata nel Mezzogiorno (+4,1 per cento) e nel Centro (3,6 per cento) mentre nel Nord la crescita è robusta ma con uno spunto minore (1,5 per cento). Nel primi tre mesi in Italia vi sono poi 86.079 aziende (prevalentemente imprese di installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione), potenzialmente interessate dalle fonti rinnovabili, con una stima di 332.293 occupati e una dimensione media per impresa di 3,9 addetti. Questi dati fanno il paio con quanto emerso al mese scorso durante il Building integrated photovoltaic, evento organizzato dall’Epia nel quadro del Solar Decathlon europeo. Vale a dire che l’integrazione del solare può contribuire in maniera significativa sulle sviluppo dell’edilizia ecologica e sostenibile. È stato infatti calcolato che nei ventisette Stati membri dell’Unione Europea il 40 per cento dei tetti ed il 15 per cento di tutte le facciate degli edifici potrebbero integrare applicazioni fotovoltaiche per una superficie complessiva di oltre 22.000 km quadrati con un potenziale di produzione di 1.500 GW di potenza ed una produzione annuale di circa 1.400 TWh, pari al 40 per cento della domanda totale di elettricità entro il 2020. Una incoraggiante prospettiva di produzione in netta controtendenza rispetto alla crisi che non accenna ad abbandonare le nostre latitudini.







