Energie rinnovabili, cosa accade all'estero
Dal Messaggero.it del 03.03.2011
03 March, 2011
Barbara Corrao
L'energia verde è al centro delle politiche energetiche di tutti i Paesi, occidentali e non. Gli Stati Uniti si sono dati un obiettivo ambizioso: quello di produrre l’80% dell’elettricità da fonti rinnovabili al 2035. Lo ha annunciato Obama nel suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione. L’amministrazione Obama ha appena annunciato il piano ”SunShot” che punta ad abbattere del 75% il costo del fotovoltaico entro il 2020, così da renderlo competitivo su larga scala. Come? Gli Usa non pensano di incentivare l'elettricità verde prodotta ma di favorire programmi di innovazione tecnologica e industriale ai quali saranno destinati 27 milioni di dollari (20 milioni di euro). In questo modo si punta a ridurre drasticamente i costi di produzione. Obiettivo? Raggiungere, al 2020, un costo stimato per kilowattora di 6 centesimi di dollaro equivalenti a 4,5 centesimi di euro. Costo unitario del kilowattora in Italia con gli attuali incentivi? Oltre 49 centesimi di euro. All’energia eolica il piano federale destina 50 milioni di dollari in 3-5 anni. In Italia per i certificati verdi si sono spesi 1,6 miliardi di euro nel 2009 con un incentivo medio di 100 euro per Megawattora, cifra salita a 1,8 miliardi nel 2010.
Andiamo in Germania. E’ il Paese numero uno al mondo per il solare fotovoltaico: 9.800 Megawatt complessivamente installati nel 2009 che sono diventati 18.000 nel 2010. A fronte di questo boom, la cancelliera Merkel ha ridotto gli incentivi prima del 13% e poi di un ulteriore 3%, concordando con l'industria tedesca ulteriori cali (15%) agli aiuti del Conto energia. Nonostante la riduzione degli incentivi, il presidente della Bsw (l'associazione tedesca dell'energia solare) Koerning ritiene che la crescita del fotovoltaico tedesco sarà di tre/cinque Gw l'anno, il che potrebbe innalzare la capacità totale tra 52 e 70 Gw nel 2020. A questo proposito, il 20 gennaio a Berlino è stato firmata una roadmap che dovrebbe portare a dimezzare il costo dei sistemi fotovoltaici e a ridurre gradualmente gli incentivi fino a 2 centesimi a kilowattora nel 2020.
La Spagna ha deciso un taglio retroattivo delle agevolazioni, quindi a valere sugli impianti già operativi, pari al 30%. La Francia ha annunciato la sospensione degli incentivi in attesa di fissare nuovi criteri. Il governo ceco ha imposto una tassa retroattiva sui ricavi dell’energia solare e sospeso gli incentivi pubblici sui nuovi progetti.
In sintesi: il modello tedesco si è dimostrato molto efficace. E' servito da propulsore e l'industria tedesca è cresciuta fino a rappresentare, insieme ai cinesi, uno dei primi produttori di pannelli e inverter al mondo, seguita da Giappone e dagli Usa. Non così l'Italia che importa pannelli e trasferisce in buona parte all'estero le agevolazioni riconosciute al solare e pagate dai consumatori italiani. Ma anche i tedeschi riducono gli incentivi per rendere sostenibile l'energia solare. Ed è su questi meccanismi che occorre riflettere senza preconcetti. Proprio per scegliere e rendere raggiungibili gli obiettivi più ambiziosi.







