Soffice e poco compatta è una questione di fiocchi
Venerdì le schiarite, ma arriva la nebbia. Il manto ha bassa densità: 50 chili a metro cubo - da La Repubbica del 08.01.2008
08 January, 2009
Il preavviso di tre giorni permette di ottimizzare la mobilitazione del personale riducendo al minimo gli sprechi
Luca Mercalli
I trenta centimetri di neve caduti ieri a Torino, prima di essere bagnati dalla pioggia del pomeriggio, erano soffici e leggeri come capita di rado in città, grazie alla temperatura notturna di un paio di gradi sotto lo zero e alla calma di vento che ha permesso ai fiocchi di appoggiarsi delicatamente uno sull´altro senza compattarsi.
Il manto aveva così una bassa densità, circa 50-60 chilogrammi al metro cubo, mentre di norma la neve che cade in pianura è sui 100 o più. La curiosità nell´osservare i fiocchi non è una novità per Torino: il matematico sabaudo Donato Rossetti dava alle stampe nel 1681 un delizioso e raro volumetto, conservato in Biblioteca Civica, dal titolo "La figura della neve", prima mondiale di osservazioni al microscopio delle "innumerabili" forme dei cristalli - battezzati bruscoli, rosette, punti, granelli, a rabeschi, ad arboscello, a esagoni, a pié d´oca - , uno studio poco noto ma superiore per qualità a quelli di Keplero e Cartesio.
Più banalmente, la misura della neve serve oggi per organizzare la complessa macchina della pulizia strade. Benché ci sia sempre chi si lamenta, forse perché ormai abituato a camminare solo nei centri commerciali iperclimatizzati, ieri Torino era tra le città che meglio ha gestito l´emergenza neve, considerando l´elevata intensità della precipitazione e la giornata festiva nella quale è iniziato l´evento. Molto peggio è andata a Milano, a Genova, a Marsiglia e persino a Grenoble.
La preparazione del servizio sgombero neve avviene d´estate, e deve tenere conto dell´enorme chilometraggio su cui intervenire, della garanzia di transito sulle arterie principali e nei punti nevralgici come gli ospedali, della disponibilità di mezzi e personale, e naturalmente dei costi.
Oltre ai marciapiedi, la cui pulizia spetta ai proprietari degli immobili, così come accade in Nord America, anche sulle strade non si può rimuovere ogni fiocco di neve, tocca fare delle scelte, altrimenti la spesa pubblica sarebbe insostenibile. E pure la collaborazione dei cittadini è importante, bisogna saper adeguare i propri impegni a eventi non comuni, senza la pretesa di vivere nello stesso modo di una giornata di sole.
Il preavviso di tre giorni ottenuto grazie ai modelli di previsione meteo permette di ottimizzare la mobilitazione di personale e attrezzature riducendo al minimo gli sprechi di tempo, carburante e sale. A Toronto, in Canada, dove cadono circa 120 centimetri di neve all´anno, il budget per lo sgombero neve è di 50 milioni di dollari americani.
Per venire alle previsioni, oggi la perturbazione andrà lentamente esaurendosi. Tuttavia, dopo la neve mista a pioggia della notte, si potrebbe verificare una temporanea riattivazione della nevicata nel pomeriggio, con nuovi accumuli di qualche centimetro. Da venerdì infine si faranno strada le schiarite ma con banchi di nebbia in pianura.
La nevicata della Befana 2009, pur intensa e che a molti può essere sembrata eccezionale, non supera tuttavia i 64 centimetri del 13-16 gennaio 1987 e pareggia con i 30 centimetri del 9 dicembre 1990.







