Referendum: da Dante a Foscolo, i busti del Pincio di Roma votano sì
Anche i busti del Pincio di Roma a sostegno del "sì" al referendum del 17 aprile. È l'attività di guerrilla marketing inscenata dagli attivisti di Greenpeace
14 April, 2016
Dante, Petrarca, Foscolo, Deledda. Ma anche Marco Polo e Galileo Galilei. I busti delle personalità celebri italiane che si trovano al Pincio di Roma si sono espressi a sostegno del referendum del 17 aprile: è l'attività inscenata dai volontari di Greenpeace che hanno dato voce ai monumenti del Belpaese in vista del referendum del 17 aprile sulle trivelle. Non solo a Roma quindi: il cartello con la scritta “Per fermare le trivelle io voto Sì” è apparso accanto al David di Michelangelo a Firenze, al Monumento a Cristoforo Colombo a Genova, al busto di Mazzini a Bari, all’irriverente scultura di Maurizio Cattelan posizionata davanti alla Borsa di Milano, e a molte altre opere d’arte antiche e moderne.
"La bellezza dell’Italia è incompatibile con le fonti fossili, e se il nostro patrimonio storico-artistico 'potesse votare' non avrebbe dubbi, sceglierebbe un’Italia senza trivelle", spiega Greenpeace.
decidere se i nostri mari sono un giacimento di fonti fossili o un tesoro da valorizzare per economie strategiche come il turismo, la pesca, l’alimentazione. Dobbiamo decidere se valgono di più le esigue quantità di idrocarburi che oggi si estraggono nelle nostre acque o la bellezza dei paesaggi costieri e l’integrità del Mediterraneo, culla della nostra cultura. Chi ama il mare lo protegge, e il 17 aprile vota Sì per fermare le trivelle".








